In viaggio per scoprire il futuro della ristorazione attraverso le opinioni e le idee di chef e ristoratori. (Seconda puntata)

Proseguiamo il nostro viaggio per scoprire cosa pensano e come si stanno preparando gli chef e i ristoratori alla ripartenza dopo la chiusura per l’emergenza Covid19

Dopo la pubblicazione del documento sul futuro della ristorazione a cura dell’Associazione dei ristoranti della Tavolozza si è aperto un interessante e vivace dibattito fra gli operatori del settore ed anche con il contributo di molti clienti. Non sappiamo ancora quando ci sarà la ripartenza del settore della ristorazione e soprattutto non sappiamo quanti e quali cambiamenti imporranno le nuove normative. Dai tavoli distanziati ai camerieri con guanti e mascherine, dal divieto di consumare al banco all’utilizzo dei sistemi di protezione individuale anche per i clienti, tutto oggi è confuso e incerto. Dalle catene ai ristoranti stellati, dalle trattorie alle piccole aziende familiari, tutto il settore vive un periodo particolarmente difficile. Qualcuno prova la strada del servizio a domicilio, altri pensano nuovi format e nuovi modelli di ristorazione, ripensano i menù e i prezzi, tutti guardano al futuro con grande consapevolezza delle difficoltà, ma è forte la voglia di reagire con speranza e ottimismo. Tutti gli chef e ristoratori, donne e uomini, sia giovani che con maggiore esperienza, non mostrano alcuna intenzione di cessare l’attività e superato il disorientamento del primo momento sono oggi alla ricerca di quella soluzione o di quella idea che consenta loro di superare questa fase di difficoltà e ripartire con slancio.

Il viaggio si sviluppa fra le richieste, le proposte e le speranze dei ristoratori delle province di Imperia, Savona e Cuneo.

Oggi partiamo da Albenga ed in particolare dall’Osteria del Tempo Stretto.

 

Cinzia Chiappori chef dell’Osteria del Tempo Stretto

 

Cinzia Chiappori racconta: “questo è un momento difficilissimo, già la ristorazione era in sofferenza per tanti motivi che l’associazione Ristoranti della Tavolozza ben conosceva prima e affronta oggi. Alla ristorazione serve una terapia intensiva, come per tutte le persone colpite dal virus. E come per gli esseri umani le terapie proposte sono delle prove dei tentativi per guarire, dato che medicine e vaccini non sono ancora disponibili per la cura. Sono tutti tentativi, che speriamo possano funzionare. Sentiamo parlare di turni, di distanziamento sociale, di cucine bollenti e minuscole, dove si prepareranno cibi utilizzando mascherine e guanti in lattice. Cucine dove profumo del cibo sarà sostituto dall’odore del disinfettante.

Senza convivialità cosa resterà della ristorazione?

Resterà il piacere di una serata insieme con amici o la famiglia e con la persona amata’ Forse in casa si tornerà a dare importanza alla sala da pranzo, quel locale ampio e sempre ordinato, dove le nostre mamme ci ospitavano durante le ricorrenze speciali o anche solo per il pranzo della domenica? Quando ripartirà e come si trasformerà la ristorazione? Questi sono alcuni dei pensieri che ricorrono spesso nei miei ragionamenti con colleghi ed amici, cercando di valutare tutte le risposte possibili e confrontandomi anche con le discussioni presenti online, nei social e nei gruppi.

Nessuno può pensare di riuscire a farcela da solo, serviranno reti, relazioni, collegamenti e confronti con tutti gli operatori.

Sono anche convinta che dobbiamo aspettare che la politica definisca le linee guida e sperare che il risultato non siano nuove tasse e difficoltà burocratiche o richieste difficili da mettere in pratica, che ci esporranno al rischio di sanzioni o alla chiusura definitiva. La mia vita scorre lenta e devo essere sincera anche in modo piacevole: stiamo riorganizzando il giardino, ripulito a fondo la cucina, riscoprendo la vita di casa, fatta di piccole cose come il pane fatto in casa, l’accudimento dei nostri cari e degli animali di compagnia come i cani, il gatto e l’uccellino. E con qualche bella soddisfazione promessa dall’orto, che cresce bene. Sarebbe bella aggiungere anche un pollaio con tre galline, alle quali vorrei dare un nome. Rimane come punto fermo la scelta di una cucina a base di prodotti del territorio, a km zero, sempre con attenzione alla salute ed al benessere dei clienti. Sto rivedendo anche la carta dei menù, con qualche alleggerimento e semplificazione e valutando anche la scelta del servizio a domicilio, qualche piccolo test effettuato ha dato risultati interessanti.

Vado lentamente e scruto con attenzione l’orizzonte, cercando di capire le evoluzioni del mercato, oscillando da un modello di ristorazione come quello dell’osteria a quello di una gastronomia con servizio da asporto e domicilio, tavoli per consumare in loco e serate a tema. Oggi non ci si può permettere di improvvisare e sbagliare, soprattutto quando non si dispongono di grandi risorse e non si conoscono gli interventi del governo”

Ci spostiamo ora in provincia di Cuneo precisamente presso laLa Vigna del Maestro”

 

Chiara, titolare della Vigna del Maestro

Chiara la titolare ci racconta: “ho attivato il servizio a domicilio già dal primo weekend ed il mio primo pensiero è stato come farò a pagare le fatture di acquisto e le riba in scadenza insieme alle spese fisse e lo stipendio del cuoco. Dal mese di marzo e fino all’estate avevo il ristorante al completo anche grazie a comunioni e cresime ed i primi eventi legati alla primavera. In un attimo siamo passati dalle stelle alle stalle e il guadagno sicuro annullato e disdetto in poche settimane.

Un colpo durissimo, stressante sia dal punto di vista psicologico che economico.

Non vediamo ancora la luce in fondo a questo tunnel dove la ripartenza sarà lenta, in salita con clienti spaventati e senza soldi per ripartire. Lo stato non sembra al momento darci una mano: con 600 euro mi pago giusto un ordine di vino che la cantina in questione mi ha gentilmente congelato. Speriamo in un aiuto almeno per i due 2 dipendenti fissi. Al momento il servizio a domicilio mi pare essere l’unica via puntare a coprire una parte delle spese e mantenere una relazione e contatto con i nostri clienti. Il presente è nero, ma non abbiamo perso la speranza che il futuro sia colorato come gli arcobaleni che vedo disegnati sui balconi consegnando a domicilio”.

Torniamo verso il mare e facciamo tappa a Bajardo in provincia di Imperia e precisamente al “Casun”

Claudia chef del Au Casun

 

La chef Claudia racconta: “la nostra è una piccola attività familiare, in un piccolo paese, dove il servizio a domicilio non è praticabile. I nostri clienti sono in gran parte di fuori, Sanremo, Bordighera e da tutta la provincia e dalla vicina Francia. Il servizio a domicilio non è quindi. Abbiamo chiuso e stiamo cercando di fare qualche lavoretto di abbellimento al locale e aspettiamo con fiducia la riapertura. Il futuro sarà diverso e siamo convinti che i clienti cercheranno ancora di più prodotti a km 0, ci sarà più attenzione alla qualità e genuinità dei piatti, offerti con semplicità e genuinità senza menu con tantissimi piatti. Noi eravamo su questa impostazione da tempo e i nostri clienti apprezzavano questa scelta. Ci riforniamo da un allevatore di un paesino nell’entroterra di Imperia; ho come fornitori due nuovi agricoltori di Apricale; i formaggi sono quelli del pastore della nostra zona.

La nostra cucina è quindi già a km 0 e solo con prodotti italiani, siamo convinti sostenitori del “compra italiano e mangia italiano”.

Stiamo selezionando nuovi vini da abbinare ai piatti e ripensando anche ai dolci: uno o due a settimana realizzati con materie più ricercate e sane, sta pensando ad una linea di dessert diciamo “benessere” con sciroppo di acero o miele al posto dello zucchero, con farine di riso integrali o di avena al posto della farina bianca e senza latticini. Sono convinta che cambieranno tante cose in futuro, ma spero che le piccole realtà, come la nostra, continueranno ad essere apprezzate dai clienti che cercano semplicità, una calda accoglienza e il racconto e le spiegazioni dei piatti e prodotti proposti. The Fork, che punta tutto sul prezzo basso e gli sconti non ci interessa: facciamo tutto a mano e non abbiamo molti coperti, quindi non possiamo prendere prenotazioni alle loro condizioni. Noi crediamo da sempre nel passaparola e pensiamo che sia importante accogliere e coccolare il cliente. Per questo ci impegniamo ancora di più ad offrire alla riapertura un servizio ancora migliore.”

Approdiamo sulla costa a Sanremo e ci rechiamo al Ristorante “Ulisse”

Fabio Lelli chef del Ristorante Ulisse

Lo chef Fabio Lelli spiega: “In questo periodo ho pensato e continuo a pensare molto su cosa ci aspetta al momento della ripartenza e provo sensazioni contrastanti. A volte prevale la preoccupazione ed a volte l’ottimismo. In questo momento sembra di vivere sospesi. Certamente ci sarà una revisione generale di tutte le nostre abitudini e del modo di consumare un pasto, il tutto all’insegna delle norme igienico sanitarie, che saranno più stringenti. Al tavolo si perderanno molti aspetti legati alla convivialità, sarà difficile pensare di potersi servire tutti insieme dal piatto di portata, che dava tanta allegria, e la presenza di un cameriere con guanti e mascherina, potrebbe creare o dare qualche imbarazzo; i dehors esterni diventeranno un’importante risorsa per chi come noi li ha in una posizione riparata, lontana dalla strada e dal passaggio, e permetteranno di ridurre il problema del maggior distanziamento dei tavoli e conseguente riduzione dei coperti.

Per valutare i cambiamenti da apportare al nostro locale stiamo attendendo di conoscere nel dettaglio le misure approvate.

Per quanto riguarda la carta ed il menù, da qualche mese avevamo cominciato a prevedere un menù settimanale con piatti sempre all’insegna del pesce fresco e della qualità delle materie prime. Piatti semplici e sempre di grande genuinità. I nostri clienti avevano dato segnali incoraggianti di apprezzamento di questa nostra scelta come pure di ricevere tramite mail e social le proposte gastronomiche. Ho escluso per ora il servizio a domicilio, che deve essere organizzato bene e nel rispetto della normativa e quindi deve essere progettato e non si può improvvisare. Non escludo di attivare un servizio di asporto, sicuramente più semplice, con meno costi e responsabilità, ma forse più adatto ad una parte della mia clientela.  Sicuramente non sarà facile rispettare tutti i divieti ed in particolare speriamo che ci sia una collaborazione da parte dei clienti”.

 

 

In viaggio per scoprire il futuro della ristorazione attraverso le opinioni e le idee di chef e ristoratori. (prima puntata)

Visitiamo le  “Macine del Confluente” di Badalucco (IM),  la “Padella alla brace” di Riva Ligure(IM), “Da Gin” di Castelbianco (SV) e la “Cantina del Rondò” di Neive (CN)

Dopo la pubblicazione del documento sul futuro della ristorazione a cura dell’Associazione dei ristoranti della Tavolozza si è aperto un interessante e vivace dibattito fra gli operatori del settore ed anche con il contributo di molti clienti. Non sappiamo ancora quando ci sarà la ripartenza del settore della ristorazione e soprattutto non sappiamo quanti e quali cambiamenti imporranno le nuove normative. Dai tavoli distanziati ai camerieri con guanti e mascherine, dal divieto di consumare al banco all’utilizzo dei sistemi di protezione individuale anche per i clienti, tutto oggi è confuso e incerto. Dalle catene ai ristoranti stellati, dalle trattorie alle piccole aziende familiari, tutto il settore vive un periodo particolarmente difficile. Qualcuno prova la strada del servizio a domicilio, altri pensano nuovi format e nuovi modelli di ristorazione, ripensano i menù e i prezzi, tutti guardano al futuro con grande consapevolezza delle difficoltà, ma è forte la voglia di reagire con speranza e ottimismo. Tutti gli chef e ristoratori, donne e uomini, sia giovani che con maggiore esperienza, non mostrano alcuna intenzione di cessare l’attività e superato il disorientamento del primo momento sono oggi alla ricerca di quella soluzione o di quella idea che consenta loro di superare questa fase di difficoltà e ripartire con slancio.

Vi proponiamo un viaggio fra i ristoranti delle province di Imperia, Savona e Cuneo, che vi e permetterà di leggere le opinioni e scoprirete le iniziative in cantiere.

Partiamo nel nostro viaggio da Castelbianco in provincia di Savona, dove si trova il Ristorante da Gin, di cui a questo link trovate tutte le informazioni.

Rosa D’Agostino

La chef Rosa d’agostino ci racconta: “Condividiamo pienamente le riflessioni del documento proposto, e devo dire che noi sentivamo ancora prima della crisi un’esigenza di cambiamento del modo di fare ristorazione. Quando è stato emanato il decreto di chiusura di tutti i ristoranti e bar noi eravamo chiusi da quasi 2 mesi ed era già nostra intenzione riaprire rinnovando il modello di ristorazione, con una nuova proposta di menù ancora più sostenibile per l ‘ambiente, con una ancora maggiore attenzione alla salute e benessere, attraverso un ritorno ad una cucina più semplice, con un numero minore di piatti, ma sempre di grande qualità ed a km zero. Quello che è accaduto, la pandemia determinata dal Coronavirus, impone una riflessione sulle cause dell’emergenza e sul rispetto dell’ambiente, che ci ha convinti ancora di più che il cambio di direzione era giusto e necessario. Una scelta che speravamo di verificare con i nostri clienti alla riapertura prevista proprio nel mese di marzo. Dovremo attendere ancora qualche settimana, ma siamo sereni e consapevoli che cambieranno molte cose e ci sentiamo pronti alla nuova fase della ristorazione. Il servizio a domicilio non rientra fra le opportunità della nostra zona, forse è più adatto alla costa ed alle località con alta densità abitativa. La nostra vita complessivamente è cambiata in meglio: uscendo dalla routine e dai tempi dettati dal lavoro, abbiamo più tempo per apprezzare la qualità della vita. Per il futuro continuiamo a sentirci ottimisti: l’uomo è dotato di molte capacità e troverà sicuramente il modo per adattarsi alle novità. Sempre che abbia imparato la lezione sul rispetto della natura e dell’ambiente e smetterà di nuocere a sé stesso ed ai suoi simili”.

Veniamo ora in provincia di Imperia e andiamo a Badalucco alle Macine del Confluente di cui a questo link trovate maggiori informazioni.

Ecco come descrivono la situazione Gigi e Tiziana, i proprietari delle Macine: “In questo momento la nostra struttura è chiusa. Teniamo molto alla nostra salute e alla salute dei nostri collaboratori e per questo abbiamo deciso la chiusura la sera di domenica 8 marzo, dopo aver vissuto con qualche apprensione un week end affollato anche da molte persone provenienti dalle zone rosse e proprietari di seconde case nella nostra provincia. La decisione è stata quindi dettata dalla voglia di proteggere tutta la “famiglia” delle Macine da eventuali rischi e così abbiamo chiuso prima della pubblicazione del decreto legge e senza sapere quali aiuti ci sarebbero stati per affrontare economicamente la situazione. Non abbiamo mai preso in considerazione il servizio di food delivery perché la nostra salute, e quella di tutta la “famiglia” Macine, che comprende noi, i dipendenti e i clienti, viene prima di tutto. Inoltre un food delivery ha più senso sulla costa e nelle città e forse soprattutto per i ristoranti a conduzione familiare, che hanno costi del personale inferiori. Le “Macine”, chiuse al pubblico e deserte sono diventate il nostro rifugio familiare, ci godiamo il giardino e il verde, stiamo insieme ai figli tutto il giorno e ci consideriamo fortunati. Ci sentiamo sollevati da alcuni pensieri come il fatto di garantire un reddito ai dipendenti, che sono in cassa integrazione e il fatto di non aver affitti da pagare ci mette in una situazione di relativa tranquillità.  La ripresa sarà sicuramente dura. Noi abbiamo deciso di tenere tutto il personale senza far tagli, ma sappiamo che la ripartenza sarà lenta. Il nostro settore, dopo mesi di ristrettezze economiche, sarà considerato da moltissimi un servizio “di lusso e non prioritario”, cui si può rinunciare. Quando riapriremo quindi cambieremo molte cose, ovviamente i nostri tavoli. che già godevano di una buona distanza gli uni dagli altri, saranno ulteriormente distanziati, utilizzeremo i dispositivi di protezione, cercheremo, grazie alla bella stagione, di valorizzare gli spazi esterni, che forse potranno infondere maggior fiducia agli ospiti proprio perché più ampi e distanziati rispetto alle sale al coperto. Tutte le cerimonie di aprile, maggio e giugno sono state rinviate in autunno, ma prima di allora cercheremo di sviluppare qualche cena a tema/evento per invogliare a tornare i nostri clienti con i quali ci teniamo in questi tempi in contatto con i social, come Facebook e con le nostre periodiche news letter”

Sempre in provincia di imperia andiamo sulla costa, a Riva Ligure, dove troviamo il ristorante “Dalla padella alla brace”

 

 

e sentiamo la titolare Katia Giuffra, che ci racconta: “Intanto voglio esprimere un ringraziamento e apprezzamento per l’impegno dell’associazione nel sostenere l’attività dei ristoratori, facendoli sentire meno soli di fronte ai grandi problemi che affliggono tutto il settore del turismo e della ristorazione. In questo periodo di emergenza abbiamo attivato il servizio a domicilio, in particolare nel periodo Pasquale, ed il riscontro fra i vecchi e nuovi clienti è stato positivo. Continueremo a sviluppare questo servizio e utilizzeremo ancora di più i social per promuovere le proposte del menù. Il servizio a domicilio non può essere una soluzione definitiva, perché non basta per coprire tutte le spese, ma è un aiuto per chi come noi ha scelto di non licenziare nessuno. Sappiamo che dovremo soprattutto basarci sulle nostre forze e per questo stiamo studiando una strategia per la ripartenza, rivedendo i menù. In questo senso sarà importante capire quale sarà il prezzo delle materie prime; se si potesse usare solo pesce e carne di origine italiana sarebbe la cosa migliore per tutti. Il problema dei prezzi dei prodotti sarà decisivo e speriamo che siano fatti controlli sui prezzi e non ci siano speculazioni. Non sarà facile tenere insieme alta qualità e prezzi con una riduzione dei coperti e l’adozione di tutte le normative sanitarie. Speriamo che anche su questo versante ci sia un impegno dell’associazione dei Ristoranti della Tavolozza a sostenere le ragioni e le esigenze dei ristoratori”.

 Chiudiamo questa prima puntata del viaggio in provincia di Cuneo e precisamente a Neive alla Cantina del Rondò,

 

dove sentiamo la chef Emanuela Merli: intanto vi ringrazio per l ‘opportunità e gli stimoli di riflessione che l’associazione Ristoranti della Tavolozza ci ha offerto prima e ci offre ora. Vivo questo periodo con crescente preoccupazione, sia per il dilatarsi del tempo di chiusura sia per l’evanescenza e incertezza del sostegno economico del governo. Il nostro ristorante per la posizione in un piccolo paese non è adatto per attivare un servizio di consegna a domicilio. La nostra è da sempre una cucina tradizionale, di qualità, piemontese e di Langa con prodotti del territorio, biologici per quanto possibile, piccoli allevamenti per quanto riguarda le carni, piccoli produttori artigianali di formaggi e di salumi, ortolani locali ed il mio orto per verdure e frutta di stagione. Non usiamo prodotti industriali né semilavorati. Facciamo a mano la pasta e gli agnolotti, proponiamo i vini pregiati della zona anche a bicchiere e a caraffa. Vorrei continuare con questo tipo di cucina, preparo anche piatti “antichi” e particolari come la finanziera. In futuro crediamo debba crescere la qualità e la specificità della proposta, non crediamo che le scorciatoie a basso prezzo possano portare vantaggi. Pensiamo anche di provare ad organizzare dopo la riapertura, un servizio di asporto, forse più praticabile del recapito a domicilio. Non aumenteremo i prezzi, certamente, ma vorrei mantenere la varietà dei piatti in carta, per soddisfare le richieste di vegetariani e persone con problemi di intolleranze alimentari. In questi giorni ricevo moltissime offerte e segnalazioni di specialisti della “reputazione” on line che mi promettono like e followers in gran numero, posizionamenti favorevoli e visibilità, naturalmente a pagamento, ma è questa la strada giusta? Ci preoccupano le restrizioni che accompagneranno la possibilità di riaprire i ristoranti, temo che saranno definite da burocrati che nulla sanno del nostro lavoro, o peggio ne hanno un’idea teorico /televisiva. Le misure igieniche sono certamente necessarie, ma devono andare ad integrare quelle che ogni professionista serio già applica, serviremo in guanti e mascherine ma un ristorante non deve far paura! Il distanziamento dei tavoli comporterà, se ci saranno clienti, la necessità di allungare gli orari del servizio. Spero che dopo questo lungo periodo di permanenza in casa le persone desiderino uscire e andare al ristorante, almeno quanto io desidero ricominciare a lavorare!
Certo non avremo turisti stranieri questo anno, gli italiani potranno/vorranno viaggiare in Italia?
I tempi di riapertura dei ristoranti saranno più lunghi rispetto ad altre attività. Sono determinata a continuare il lavoro che amo, ma ho bisogno di sostegno. Più di due mesi senza incassi mettono in difficoltà una piccola struttura come la nostra: affitto e bollette di gas, luce, telefono, acqua sono da pagare. Non c’è alcun intervento del governo su questi costi, nemmeno un rinvio. L ‘offerta di liquidità è nei fatti un mutuo da pagare che si aggiunge a quelli che ogni azienda già ha. I rinvii di contributi e Iva sono brevissimi, nemmeno arrivano al momento di ripresa dell’attività. I 600 euro? Non dimentichiamo che non si può appiattire qualità di cucina, di materie prime e di servizio sul basso prezzo.  E non vorrei che beneficiassero maggiormente di aiuti i ristoranti di catena”.

Il Futuro della Ristorazione

La ristorazione affronta una delle più gravi crisi degli ultimi decenni. Quale sarà il futuro?

Per tornare a prendere un caffè in un bar o a mangiare con gli amici al ristorante bisognerà ancora aspettare, ma senza paura e con coraggio abbiamo tutto il tempo per prepararci al futuro cambiamento della ristorazione.

Le attività e le aziende della ristorazione sono un numero molto importante, ma questo non indica che il settore prima andasse benissimo, ma al contrario mostrava evidenti segni di crisi con molte attività in difficoltà. Nel complesso l’indice di produttività era molto basso ed anche se avevamo un brand “il made in Italy” fortissimo, il nostro livello di efficienza tecnologica era tra i più bassi d’Europa. Viviamo ora un periodo inatteso e straordinario di chiusura forzata. Una situazione inaspettata, che provoca ansia ed apprensione negli operatori in trepidante attesa di un ritorno all’operatività, che sarà sicuramente diversa.

disegno di Tiziano Riverso

Si devono evitare due approcci diversi fra loro, ma ugualmente pericolosi: la convinzione che tutto passerà e tutto tornerà come prima e il terrore che nulla tornerà come prima. Il primo approccio è forse quello più tranquillizzante, in fondo basta aspettare che passi il brutto momento e ci è richiesta una sola qualità, la pazienza di aspettare che torni la luce. Nel secondo caso pensiamo che la crisi sarà talmente grande che travolgerà e cambierà tutto a prescindere dalla nostra volontà e capacità di azione.

In entrambi i casi assumiamo una posizione di attesa e non ci preoccupiamo di cercare nuove soluzioni e servizi. Così facendo, giustifichiamo il nostro non fare nulla. C’è già chi in questo momento si sta muovendo rivedendo le strategie aziendali, facendo rete e acquisendo strumenti formativi. C’è chi ha colto questo momento come una grande opportunità per rivedere la strategia in direzione di un modello in grado di offrire prodotti e servizi nuovi grazie anche all’innovazione digitale. Non solo operazioni di marketing e digitalizzazione, ma anche revisione dei piatti proposti in carta, ridefinizione dei menù, verifica della carta dei vini, riorganizzazione della sala e del servizio, compreso quello a domicilio.

disegno di Tiziano Riverso

Formazione, nuovi prodotti e modelli di business

Se prima mancava sempre il tempo per la formazione, per pensare a nuove idee e sviluppare nuovi modelli di business, questa crisi diventa una grande occasione per rivedere e rafforzare i nostri prodotti e servizi offerti prima dell’emergenza e trovarne di nuovi. Ci si può iscrivere a molti corsi gratuiti o a basso costo, che possono diventare strumenti utili per promuovere la nostra attività online e collegarci con le principali piattaforme. Un esempio: TheFork, la piattaforma legata a Tripadvisor dedicata alla prenotazione dei tavoli dei ristoranti, propone sulla stessa applicazione e sul sito web la possibilità di prenotare, ordinare e anche di ricevere i piatti a domicilio. I clienti non aspetteranno i ritardatari, ma si rivolgeranno a chi si è adattato più velocemente all’evoluzione del mercato.

disegno di Tiziano Riverso

La ripartenza

Non crediamo ci sarà un giorno X in cui tutti insieme si ripartirà, una sorta di “ripartenza day”, perché la ripartenza avverrà gradualmente e con tempi diversi. Quando terminerà il blocco delle attività produttive, in particolare di quelle legate al turismo, ogni azienda ripartirà in base al lavoro svolto proprio in questi giorni dedicati alla riflessione, allo studio e alla progettazione. Ci sarà chi non riaprirà, chi rinvierà la riapertura e chi riaprirà immediatamente, adeguandosi alle nuove disposizioni. Chi aveva un modello di business di successo con pochi accorgimenti ripartire. Non si potranno improvvisare nuovi modelli o soluzioni di consegna a domicilio, che garantiscano qualità e affidabilità. Come non si potrà ripartire senza aver curato e valorizzato la relazione con i propri clienti.

Saremo chiamati a “fare tutto meglio di prima”.

Nel dopo emergenza è ragionevole oggi prevedere un calo generale dei consumi in una misura prudenzialmente stimata del 10% e che nel settore della ristorazione probabilmente sarà maggiore. In questo contesto la competizione del mercato non si svilupperà soltanto sul costo, ma soprattutto sulla qualità e “reputazione” e per essere competitivi dobbiamo migliorare la nostra offerta. Siamo quindi in una fase di cambiamento, quello che sarà dopo non sarà sicuramente come prima.

Nel futuro della ristorazione, terminata l’emergenza, tutti torneranno al lavoro e tutti avranno la necessità di nutrirsi, si continuerà ad essere innamorati del cibo, tanto da continuare ad abusarne con ricette e foto di piatti mandate via telefono o tramite social. Anche se crescerà il numero di coloro che lavoreranno da casa, molti lavoratori riprenderanno a mangiare fuori casa e riprenderanno a frequentare bar e paninoteche, che offrono pranzi veloci ed ai quali verrà sempre più richiesta la possibilità di prenotare e anche consegnare in ufficio un lunch box. La cena continuerà ad essere vissuta come un momento conviviale importante, un “lusso” da condividere con la famiglia o gli amici.

disegno di Tiziano Riverso

Crescerà l’attenzione ai temi della salute, si sceglieranno sempre più prodotti BIO, a km zero e a basso impatto ambientale. Aumenteranno i vegetariani, i vegani, i crudisti e macrobiotici, allergici e intolleranti. Il tutto con buona pace di chi pensa che questi consumatori siano solo dei “rompiscatole” e che la nostra cucina è la migliore al mondo e questo basta per avere successo.

Il Wi-Fi sarà sempre più diffuso e sempre più veloce con un numero sempre maggiore e vario di dispositivi connessi; la metà degli italiani scriverà recensioni e cercherà il locale utilizzando un apparecchio mobile; molti si rivolgeranno al servizio di consegna a domicilio e il 70% degli utenti di Tripadvisor ha dichiarato di voler prenotare un tavolo online; si consoliderà il duopolio Google-Facebook, che attireranno importanti quote di pubblicità.

Conclusioni

Per il futuro della ristorazione dovrà esserci un forte aiuto da parte del Governo per sostenere un settore colpito duramente dalla crisi, diversamente il rischio è quello che possano sopravvivere solo le grandi catene o le micro gestioni familiari. Molti ristoratori infatti sono alle prese con gli affitti da pagare e i proprietari dei locali dovrebbero essere incentivati a ridurre le loro pretese. Poi c’è il problema dell’accesso al credito e ci sono da pagare le fatture dei fornitori, delle aziende agricole, dei trasportatori e distributori. Ma non c’è bisogno soltanto di aiuti dal Governo e per questo come Associazione siamo vicini agli operatori del settore, chef, ristoratori e operatori F&B per gestire al meglio un percorso di rinnovamento ed evoluzione anche digitale, mettendo a disposizione le nostre competenze, convenzioni, collaborazioni e la nostra rete.

Cavalcare il cambiamento migliora l’immagine e la “reputazione”, un fattore importante nella futura competizione, e ci aiuta a mantenere i vecchi clienti ed acquisirne dei nuovi. Non basterà limitarci a offrire ottimi piatti a un prezzo corretto. Il lavoro della cucina dovrà essere intrecciato con l’attività di accoglienza, della capacità di raccontare il cibo e il territorio, il tutto condito da buone pratiche di sostenibilità ambientali.

Dovrà essere intensificato il concetto di rapporto con il territorio, con proposte gastronomiche ancora più legate ai piatti locali e dovrà essere sviluppato il concetto “compra Italiano – mangia Italiano!”. Il ristorante diventerà sempre più un punto di raccordo dei nuovi concetti di “filiere”, che saranno la vetrina principale delle produzioni enogastronomiche del territorio. La comunicazione e marketing si dovranno rivedere, mettendo strategicamente al centro le esigenze dell’ospite e non quelle dell’azienda.

 

disegno di Tiziano Riverso

Andare al Ristorante resterà un piacere, quello di stare insieme, il convivio, unito alla curiosità verso il cibo, vissuto come un’esperienza. Cambierà la tipologia media del “punto ristorazione”, con una drastica riduzione del numero coperti per esercizio perché ci saranno meno tavoli e con maggiore distanza dall’uno all’altro. I menu saranno ridotti, seguendo una tendenza che era già in atto prima, con un numero minore piatti in carta e menù degustazione con meno portate. Ci saranno forme di pagamento diverse, non solo bancomat e carte di credito, ma anche i “Restaurant bond”; l’accoglienza dovrà essere perfetta e il servizio impeccabile ed in questa direzione il decalogo della nostra associazione è un prezioso testimone di questa filosofia.

La strada del successo non passerà dalla quantità, ma dalla qualità della nostra offerta. Dopo la crisi i clienti entrando in un locale si aspetteranno disponibilità e dolcezza, semplicità intrecciata a originalità e creatività.

Claudio Porchia Presidente Associazione Ristoranti della Tavolozza

RINVIO EVENTO: “A tavola fra Cultura e Storia” al Teatro del Casinò

La cerimonia prevista per martedì 10 marzo al Teatro del Casinò di Sanremo è stata rinviata a data da destinarsi in seguito al decreto del governo per fronteggiare la situazione ‘Coronavirus’

Speriamo che l’emergenza coronavirus – dichiara Claudio Porchia, presidente dell’associazione Ristoranti della Tavolozza – possa risolversi in fretta e che già dal prossimo mese di aprile possiamo riprendere una normale programmazione degli eventi che sono stati rinviati in questi giorni”.

La cerimonia di premiazione, inserita nell’ambito della manifestazione ‘A tavola fra Cultura e Storia’, organizzato dalla nostra associazione in collaborazione con il Casinò di Sanremo è stata rinviata a data da destinarsi.

Il riconoscimento promosso dall’associazione ‘Ristoranti della Tavolozza’ viene attribuito a chi nel territorio di riferimento si è particolarmente distinto per la qualità dell’accoglienza e la promozione e difesa delle tradizioni locali. Il premio, inserito nel progetto ‘Custodia del territorio’ e promosso nel 2015 in occasione dell’Expo, punta a riconoscere l’importanza del ruolo degli operatori del settore enogastronomico nell’opera di valorizzazione del territorio individuandoli come i protagonisti attivi di un’azione di conservazione del paesaggio e delle sue tradizioni. La custodia rappresenta un impegno diretto a vivere il territorio in modo più consapevole e responsabile, operando una inversione di rotta rispetto alla continua erosione del territorio, non solo dei boschi e dei prati, ma anche del suolo dedicato all’agricoltura ed alla produzione di alimenti.Il progetto, che prevede il coinvolgimento di tutti coloro che si occupano di accoglienza turistica: enti e istituzioni pubbliche, operatori privati, produttori e consorzi, guide turistiche e la comunità locale, ha un duplice obiettivo:

• estendere l’esperienza dei ristoranti, intesi come veri e propri uffici turistici, luoghi dove trovare informazioni turistiche e prodotti locali;

• sostenere tutto il sistema dell’accoglienza del territorio garantendo ai turisti uno standard di alta qualità ed adeguato, valorizzando e promuovendo i prodotti enogastronomici di eccellenza unitamente alle risorse storico-architettoniche, culturali e museali del territorio.

“A Tavola tra Cultura e Storia” Martedì 10 Marzo al Casinò di Sanremo

“A Tavola tra Cultura e Storia”

Martedì 10 marzo 2020 al Casinò di Sanremo.

Con Barbara Ronchi della Rocca, lo chef Giorgione e la presentazione della Guida dei Ristoranti della Tavolozza 2020 e consegna degli attestati “Custodi del Territorio”

Il 10 marzo 2020 nel Teatro dell’Opera torna la XVIII edizione dell’appuntamento, organizzato dall’Associazione Ristoranti della Tavolozza in collaborazione con il Casinò di Sanremo nell’ambito dei martedì letterari.

Con inizio alle ore 16.30 alla XVIII° edizione di “A Tavola tra Cultura e Storia”, parteciperanno:

  • Barbara Ronchi della Rocca che svolgerà una relazione omaggio a Pellegrino Artusi nel bicentenario dalla nascita (1820-2020), conosciuto in tutto il mondo come “padre della cucina italiana” e primo codificatore della cucina regionale con il suo “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.
  • Giorgio Barchiesi  in arte Giorgione che presenterà il libro “Orto e Cucina 4. Da Ovest ad Est. Dalla Liguria al Friuli”. Ultima tappa per Giorgione del suo giro d’Italia alla ricerca del buono, del bello e del “laido. All’oste di Gambero Rosso Channel, che conquista tutti a suon di test e golosità, sarà consegnata la targa di Libri da Gustare 2020.

Come tradizione, durante la manifestazione verrà presentata la Guida 2020 dei Ristoranti della Tavolozza e saranno consegnati i riconoscimenti “Custodi del Territorio 2020” dell’Associazione  Ristoranti della Tavolozza

 Ingresso libero

V° Festival del Giornalismo Alimentare di Torino: incontri ed un menù con i fiori eduli le proposte del ponente ligure

Partirà giovedì 20 febbraio al Centro Congressi del Lingotto, la quinta edizione del Festival Nazionale del Giornalismo Alimentare, che per tre giorni vedrà confrontarsi circa 170 esperti fra giornalisti, istituzioni, imprenditori, foodblogger, influencer, professionisti della sicurezza alimentare, chef e rappresentanti del mondo associazionistico. La Liguria, regione ospite del festival, sarà grande protagonista con la presenza di alcuni rappresentanti in diversi incontri e con un menù dedicato alla cucina con i fiori.

Claudio Porchia, presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza parteciperà giovedì mattina all’incontro dal titolo “SONO UN PROFESSIONISTA E RACCONTO IL FOOD: esperienze e progetti dalla Rete del Festival del Giornalismo Alimentare” moderato da Enzo Radunanza della Gazzetta del Gusto. Il giorno successivo sarà Gianni Berrino, Assessore al turismo Regione Liguria interverrà al seminario “PROMUOVERE LA LIGURIA DEL CIBO: raccontare una terra ricca di eccellenze” moderato da Luca Ponzi caporedattore Tgr Rai Liguria.

Sempre nella giornata di venerdì ai giornalisti partecipanti agli incontri sarà offerto un menù originale, colorato e profumato a base di fiori. I fiori nel piatto questo il nome della proposta gastronomica firmata dagli chef Roxana Rondan e Gianfranco Calidonna, con la partecipazione dello chef Paola Chiolini del ristorante Balena Bianca di Vallecrosia (IM). Si partirà con gli assaggi a cura di Fiori di Hortives, per proseguire con piatti cucinati con i fiori forniti dalla azienda Ravera Bio di Albenga. Dessert vari e deliziosi con le dolcezze della Biscotteria Gibelli di Vallecrosia (IM) ed i Grissini dolci e “Belinetti” alla cipolla egiziana a cura di Panetteria Fratelli Lia di Camporosso (IM) e azienda Eredi DAMELE Antonio di Camporosso (IM).

La manifestazione torinese sarà anche un’ottima occasione per promuovere il “Festival della cucina con i fiori” che si terrà a Sanremo dal 9 all’11 marzo nell’ambito della manifestazione Villa Ormond in fiore.

Oltre al fenomeno food sui media e alle iniziative antispreco, sotto i riflettori di questa edizione del Festival finiranno alcuni tra gli argomenti più caldi e controversi del momento, come le etichette nutrizionali che mortificano il made in Italy, le criticità del Food Delivery o le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola. Nel decennale del riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea, non potevano mancare approfondimenti sulla cultura del cibo italiano nel mondo, con un panel dedicato al ritorno in agricoltura dei prodotti IGP e DOP e uno sulle ultime frontiere del Made in Italy: università e agenzie spaziali della Penisola sono, infatti, fra i capifila dei più importanti progetti internazionali di coltivazione degli alimenti in orbita. Particolare attenzione sarà dedicata al terzo settore con il tavolo di lavoro incentrato sul social food per far luce su come cibo e ristorazione possano diventare un veicolo di promozione sociale.

Il Festival del Giornalismo Alimentare è realizzato con il supporto della Camera di commercio di Torino e con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione CRT.

Ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Comune di Torino, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Associazione Stampa Subalpina e Slow Food Italia.

È possibile accreditarsi online al sito www.festivalgiornalismoalimentare.it/accredito/ e seguire nelle dirette sui social le principali iniziative.

Dal 9 al 11 marzo la seconda edizione del Festival Nazionale della ‘Cucina con i fiori’

A Sanremo dal 9 all’11 marzo la seconda edizione del Festival Nazionale della ‘Cucina con i fiori’.

Nella splendida cornice di Villa Ormond torna l’atteso appuntamento con degustazioni, show cooking e incontri con chef, aziende, giornalisti e operatori del settore.

Fervono i preparativi per la seconda edizione del Festival Nazionale della Cucina con i fiori, che si terrà dal 9 all’11 marzo nell’ambito della manifestazione “Villa Ormond in fiore”, che terminerà domenica 15 marzo in occasione della sfilata del Corso fiorito e della diretta di RaiUno.

Per tre giorni arriveranno a Sanremo numerosi chef e giornalisti, aziende e moltissimi appassionati per partecipare a questo importante evento gastronomico che ha come assoluto protagonista il fiore e che è diventato un riferimento nazionale per quanti seguono questo particolare settore enogastronomico.

L’evento è promosso da Fondazione Villa Ormond Eventi, Associazione Ristoranti Tavolozza e Crea Sanremo con sponsor tecnici la Cna di Imperia e l’azienda Ravera Bio di Albenga, che fornirà i fiori commestibili per tutte le giornate di degustazione.

“Il festival della cucina con i fiori – spiega Claudio Porchia, presidente dell’Associazione Ristoranti della tavolozza e ideatore della manifestazione – dopo il grande successo della precedente edizione, è cresciuta di interesse e grazie alle nuove collaborazioni si propone per la prima volta come un vero e proprio festival internazionale, mettendo a confronto esperienze molto diverse, ma accomunate dall’utilizzo in cucina del fiore come ingrediente. Il Crea di Sanremo, che sta realizzando il progetto Antea sulla coltivazione dei fiori eduli, sarà protagonista della seconda giornata in cui presenterà i risultati del lavoro di ricerca svolto e che saranno sicuramente molto interessanti per tutti coloro che si occupano dell’utilizzo dei fiori in cucina, non solo chef, ma anche semplici appassionati di cucina. Sarà molto intenso il programma di degustazioni e show cooking e stiamo valutando le tantissime richieste di partecipazione che ci stanno arrivando da ogni parte d’Italia. Importante anche la novità della collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Taggia, che da questo anno propone agli alunni laboratori specifici su questo tema. L’interesse per la cucina con i fiori, intesi come un ingrediente principale della preparazione e non come semplice abbellimento della presentazione del piatto, è in continua crescita e Sanremo, in particolare Villa Ormond, si conferma una location ideale per questo tipo di manifestazione. Voglio ringraziare in particolare la Fondazione Villa Ormond Eventi per la disponibilità e la condivisione di un progetto che vuole portare a far conoscere la città di Sanremo come la capitale della cucina con i fiori”.

 

Programma:

lunedì 9 marzo orario 16.30/19.00

  • Presentazione Festival a cura di Associazione Ristoranti della Tavolozza
  • Roxana Rondan chef Agape (Perù) da Lima a Sanremo per insegnare i piatti peruviani con i fiori.
  • Olivier Ferrand, ristorante “La taille de Guêpe” di Antibes (Francia)
  • show cooking dello chef Paolo Moro “Osteria Italia” e degustazione “Turtun” fiorito a cura di Terry Prada proloco Castelvittorio (IM)
  • Pasticceria Simo la pasticceria che sognavo di Alassio (SV) una linea di prodotti creati con i fiori

Presenta gli incontri il giornalista Claudio Porchia

 

martedì 10 marzo orario 16.30/19.00

  • Barbara Ruffoni, Crea Sanremo: ANTEA un progetto per coltivare i fiori commestibili
  • Andrea Copetta, Crea Sanremo: i fiori nella dieta vegetariana
  • Coltivare i fiori eduli esperienze a confronto: Azienda Cascone Annamaria di Napoli e Azienda La Rutabaga di Katrin Mamberto
  • Show cooking a cura degli alunni dell’Istituto Alberghiero RuffiniAicardi di Taggia (IM) coordinati dal professor Valter Gaiaudi presenteranno un menù con i fiori eduli
  • I fiori in forno: degustazione a cura dello chef di Emera Residenza per Anziani Julia Sanremo (IM)

Presenta gli incontri il giornalista Stefano Pezzini

 

mercoledì 11 marzo orario 16.30/19.00

  • Maria Zingarelli, chef del “Giardino veg” di Torino: la cucina circolare con i fiori.
  • Degustazione di petali a cura di “I fiori di Hortives” Milano:
  • Show cooking dello chef Domenico Virgilio ristorante “La Barca” di Milano e di Paola Chiolini, ristorante Balena Bianca di Vallecrosia (IM)
  • Vincenzo Abagnale, chef pâtissier ristorante Mirazur di Mentone

Presenta gli incontri il giornalista Claudio Porchia

 

 “I fiori nel piatto”

venerdì 13 e sabato 14 marzo, inizio ore 20.00

Cene di Gala con storytelling di Barbara Ronchi della Rocca e Claudio Porchia

Per prenotazioni e informazioni telefonare al numero 0184.541848 int.204

 

Serre aperte al Crea

Durante le giornate del Festival dalle 9.00 alle 12.00 sarà possibile visitare le serre e i laboratori del Crea di Sanremo in corso Inglesi per scoprire da vicino il progetto Antea per lo sviluppo della filiera transfrontaliera del fiore edule.

Visite solo su prenotazione telefonando al numero 0184.694829

 

 Chef partecipanti:

  • Roxana Rondan, Agape (Perù)
  • Olivier Ferrand, ristorante “La taille de Guêpe” di Antibes (Francia)
  • Domenico Virgilio, ristorante “La barca” Milano
  • Maria Zingarelli, ristorante “Giardino veg” Torino
  • Paola Chiolini, ristorante Balena Bianca di Vallecrosia (IM)
  • Paolo Moro “Osteria Italia” Castelvittorio (IM)
  • Vincenzo Abagnale, ristorante Mirazur di Mentone
  • Terry Prada proloco Castelvittorio (IM)

Partner: Fondazione Villa Ormond; Crea Sanremo; Ravera Bio; Cna Imperia; Cuvage e Mondo del Vino.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, ad esclusione delle cene di Gala su prenotazione.

XXIII° edizione Libri da Gustare 2020 Premio “Libro più gustoso dell’anno”

Riconoscimenti a: Giorgione, Stefano Bicocchi in arte Vito, Rems, Luisanna Messeri, Margherita Oggero, Roberta Schira, Tiziano Gaia e Edoardo Toia

Torna “Libri da Gustare” l’appuntamento annuale dedicato all’editoria enogastronomica e di territorio promosso dall’Associazioni Culturale “Ristoranti della Tavolozza” in collaborazione con il Casinò di Sanremo, che raggiunge l’importante traguardo della ventitreesima edizione. La commissione formata da giornalisti, chef, librai e gourmet, ha terminato la selezione dei libri ai quali sarà assegnata la targa “Libro da Gustare 2020” e che concorreranno al Premio “Libro più gustoso dell’anno”, dedicato a Claudia Ferraresi.

Le sezioni in concorso sono tre e sette i libri selezionati dalla giuria:

  • Cultura del cibo

Saggi, ricettari, guide che raccontano ed approfondiscono, anche utilizzando il solo linguaggio visivo, la storia e la cultura del cibo

  • Cultura del Vino e del bere

Saggi e guide che raccontano ed approfondiscono, anche utilizzando il solo linguaggio visivo, la storia e la cultura del vino

  • Il cibo in Letteratura

Narrativa nella quale il cibo è il tema attorno a cui si sviluppa il racconto oppure dove il cibo riveste un ruolo particolare nel tessuto narrativo

Targhe Libri da Gustare 2020:

  1. “Orto e Cucina 4: 50 ricette on the road. Viaggio al Nord” a cura di Giorgione (Gambero Rosso)
  2. “Buono da morire è il cibo che avvelena i bolognesi” con Stefano Bicocchi in arte Vito e REMS (Edizioni del Loggione)
  3. “I Nuovi Onnivori” di Roberta Schira (editore Antonio Vallardi)
  4. “La Cucina del Casale” di Luisanna Messeri (edizioni Rai Libri)
  5. “Guerra e Pane” di Margherita Oggero (edizioni Slow food)
  6. “Qui starete benissimo: ricette e storie delle Confraternite enogastronomiche italiane” a cura di Edoardo Toia (Nomos)
  7. Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo” di Tiziano Gaia (Baldini e Castoldi)

 Menzione Speciale 2020

“Un cuore con la coda. Con il fiuto ti aiuto” a cura di Roberto Zampieri (Pluriversum)

 Sono confermate anche per il 2020 le collaborazioni con le rassegne nazionali, come la Fiera del Libro di Torino e di Imperia, il Festival Ubikate in mare di Savona, le rassegne letterarie “Sguardi laterali” di Andora e “Sale in Zucca” di Riva Ligure e il Blues Wine Festival.

L’iniziativa, è priva di qualsiasi carattere commerciale, non è strutturata come un concorso, ma ideata per incentivare la lettura e la cultura eno-gastronomica; il semplice fatto di essere stati selezionati tra i titoli che si aggiudicano la targa di “Libri da Gustare” costituisce un riconoscimento del valore e della qualità letteraria dell’opera scelta e della sua capacità di trattare e rappresentare il tema del cibo. La manifestazione può contare sul sostegno della BCC Banca di Caraglio e come sponsor tecnico Cuvage di Acqui Terme (AL).

In autunno ad Acqui Terme (AL) si svolgerà la cerimonia di assegnazione del Premio “Libro più gustoso dell’anno” dedicato a Claudia Ferraresi e consegnate le menzioni speciali che, come tradizione verranno attribuite a un editore, per l’attenzione portata alla veicolazione della cultura del cibo, del vino e del territorio; a un critico, per l’impegno volto a valorizzare la cultura del cibo, del vino e del territorio ed a un artista, per la sensibilità a rappresentare il tema del gusto.

 

 Calendario incontri e premiazioni Libri da Gustare 2020

Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 16.30 presso il Teatro del Casinò di Sanremo

 

  • 10 marzo

“Orto e Cucina 4: 50 ricette on the road. Viaggio al Nord” a cura di Giorgione (Gambero Rosso)

Una nuova tappe per Giorgio Barchiesi, in arte Giorgione, che continua il suo giro d’Italia alla ricerca del buono, del bello e del “laido. L’oste di Gambero Rosso Channel, che conquista tutti a suon di test e golosità, ci porta in viaggio dalla Liguria al Carso, tra monti, mare e lago, tra artigiani eroici, contadini e pescatori, con lo scanzonato spirito di scoperta che è il suo marchio di fabbrica di Giorgione.

  • 27 marzo

Buono da morire è il cibo che avvelena i bolognesiAutore REMS Edizioni del Loggione

Buono da morire è come appare Vito agli occhi di tutti. Buono da morire è il primo capitolo di una serie di romanzi dedicati alle indagini di Vito e Veronica e alla loro caccia all’ Avvelenatore. Stefano Bicocchi, in arte Vito, è uno dei comici più noti d’Italia. Tutti conoscono le maschere che ha indossato in teatro, televisione e al cinema ma nessuno sa che ha un lato oscuro difficile da tenere a bada.

I Nuovi Onnivori di Roberta Schira EDITOREAntonio Vallardi

(Basta con il terrorismo alimentare: come mettere d’accordo onnivori e vegani)

In un mondo diviso tra un’umanità carnivora, ottusamente ottimista, senza alcun rispetto per gli animali e per il pianeta, e un’umanità catastrofista, che annovera fondamentalisti del «no carne», attivisti vegani e ambientalisti aggressivi, Roberta Schira ci mostra una terza via: un’alimentazione etica e tollerante all’insegna dello scambio culturale e della convivialità, che combini allevamento sostenibile e profitto, piacere della tavola e impatto ambientale zero.

  • 3 aprile 

LA CUCINA DEL CASALE di Luisanna Messeri edizioni Rai Libri

 “In cucina, basta un po’ di passione, buonsenso, dedizione”: è la più importante ricetta di Luisanna Messeri, che ha dedicato la sua carriera di cuoca a valorizzare ingredienti e sapori di una tradizione ricchissima, quella della cucina di casa italiana. Non solo un libro di ricette, ma con le preparazioni troviamo consigli, aneddoti, informazioni e “trucchetti”, in un grande racconto che ha il sapore di una serata passata accanto al fuoco.

Guerra e Pane Margherita Oggero edizioni Slow food

Il rapporto con il padre, e con il nonno, con mamma e nonna a mettere equilibrio; gli amici e i divertimenti bambini, nonostante la guerra dei grandi e la città ferita. Pagine preziose e sentite per chi ama gli scritti di famiglia, un diario che racconta come l’infanzia sappia interpretare con leggerezza anche le situazioni più complesse della vita.

  • 15 maggio

“Qui starete benissimo: ricette e storie delle Confraternite enogastronomiche italiane” a cura di Edoardo Toia (Nomos)

Il libro esplora e racconta l’affascinante e misterioso – mondo delle confraternite enogastronomiche italiane. Un mondo fatto di mantelli, riti e ricette segrete, ma che oltre alla suggestiva “coreografia” è fatto di solidissima tradizione e di antica conoscenza del territorio e della pratica culinaria. Un piccolo scrigno gastronomico di ingredienti e specialità da tutta Italia proposti in cinquanta ricette della tradizione, ma anche di un viaggio nei territori che le custodiscono.

Stappato. Un astemio alla corte di re Carlo” di Tiziano Gaia (Baldini e Castoldi)

Un viaggio nel mondo dei vini e di chi li degusta per professione, alternando autobiografia, coloriti aneddoti, curiose disquisizioni tecniche e riflessioni sulla spettacolarizzazione dell’enogastronomia. Un dissacrante «dietro le quinte» della critica enologica e una storia del vino raccontata in modo originale e sagace, incentrata sulla sua trasformazione in bene voluttuario, spogliato della funzione di bene primario e dunque potenzialmente inutile, ma a cui l’autore riconosce la capacità di cavalcare o addirittura anticipare i cambiamenti socio-culturali del nostro tempo.

“Un cuore con la coda. Con il fiuto ti aiuto” a cura di Roberto Zampieri (Pluriversum)

I cani allerta diabete di cui parla questo libro sono uno degli esempi più sbalorditivi, forse il più sbalorditivo, della collaborazione tra uomo e cane. La relazione che si instaura tra paziente e animale, grazie al protocollo originale messo a punto da “Progetto Serena onlus”, rispettoso del benessere di entrambi i partner, non ha soltanto una straordinaria valenza diagnostica – com’è evidente a tutti – ma diventa una vera e propria simbiosi, in una reciproca corrente di affetto che il cane esprime vegliando costantemente sull’amico umano.

Al via le adesioni per il 2020 all’Associazione dei Ristoranti della Tavolozza