Ristorante da Delio

Il borgo è indubbiamente uno dei più affascinante del Ponente, in ogni stagione merita una visita e se si vuole assaggiare una cucina tipica preparata con passione e attenzione ai prodotti del territorio, l’indirizzo giusto è questo ristorante all’inizio del centro storico, con le belle sale eleganti e confortevoli all’interno e in estate all’esterno, godendo di uno splendido panorama sulla val Nervia. Robin, il figlio del grande Delio, con il suo staff, giovane e pieno di entusiasmo, ha proseguito sulle orme del padre proponendo una cucina genuina e gustosa. Tra gli antipasti da assaggiare il tonno di coniglio o il particolare fois gras con la purea di mango e la gelatina al frutto della passione. Tra i primi gli imperdibili ravioli di coniglio, specialità della casa oppure la “Fidelanza”, pasta corta con funghi secchi, olive, salsiccia e pomodori. Nei piatti di mezzo il coniglio di Apricale cotto in tegame oppure la capra con i fagioli. Non si può certo rinunciare al dolce perchè lo zabaione con le “pansarole”, le bugie di Apricale, è squisito oppure la stroscia, torta dolce ligure all’olio d’oliva, servita con il gelato e la stracciatella di olive. Buona scelta di vini del territorio.

Osteria Cian de Bia’

All’interno di una bella casa in pietra nel caratteristico borgo di Badalucco si trova questo locale raccolto e molto accogliente. Molto caratteristico l’ambiente e l’arredamento, con il camino e le pietre a vista, crea un ambiente familiare e confortevole. La cucina è quella tipica del territorio, piatti della tradizione cucinati con sapienza antica, quelli proposti nel “menù del priore”. Si mangia come nei giorni di festa e quindi 5 antipasti “veri”, l’insalata russa, l’insalata di fagioli bianchi di Badalucco, il brandacujun, la “frandura” piatto tipico del vicino paese di Montalto, il vitello tonnato, frittelle di verdura. Due i primi, gli immancabili ravioli con ripieno di erbe e le tagliatelle, se si è fortunati, con i gamberi di fiume. Fra i secondi il coniglio alla ligure, le lumache e lo stoccafisso che è il protagonista di una famosa sagra in settembre. Dolci squisiti dal creme caramel alla focaccia dolce tipica della zona. La maggior parte dei prodotti utilizzati in cucina provengono dall’azienda agricola di famiglia che si chiama “Cian de Bià”, che vuol dire “terreno in piano di Biagio”, il nonno dei proprietari, Ivo e Franca, che producono anche un ottimo olio evo. Menù a prezzo fisso a 30 euro, vini esclusi. Ottimo rapporto qualità-prezzo, consigliata la prenotazione.

Ristorante La Farina del Mio Sacco

Nel ristorante dello chef Michele Ottonello si gustano prodotti genuini coltivati nell’orto di famiglia o i funghi, le erbe spontanee raccolti dal padre, Fernando. Sempre sorridenti e disponibili rendono il locale, semplice e raccolto, un ambiente familiare e accogliente, dove si torna volentieri. Aperto solo su prenotazione, propone nel fine settimana cene a tema, con tartufi, funghi, stoccafisso, carciofi e altri prodotti di stagione. Il menù medio a 30 euro è molto ricco: dagli antipasti come l’uovo di quaglia con tartufo, i funghi in insalata con i carciofi, le frittelle di erbe spontanee, le mousse di ricotta, e molti altri, ai primi, di pasta fatta in casa come le tagliatelle e le crepes o i risotti e le deliziose zuppe, squisita quella di zucca e funghi neri “trombette dei morti”; fra i secondi primeggia il coniglio alla ligure e nelle serate a tema, il bollito, la bagna cauda, lo stoccafisso e piatti squisiti dedicati ai vegetariani. Si termina sempre con un tris di dolci della casa come le deliziose crostate con le marmellate che Fernando prepara e regala ai clienti in deliziosi mini-barattoli. Compreso nel prezzo il vino della casa, caffè e digestivo, sempre di produzione della casa. Ottimo rapporto qualità-prezzo.

Ristorante Santo Spirito

Nella valle Argentina a circa 400 metri, immerso nel verde e nei laghetti che i torrenti Argentina e Corte formano nel loro percorso, con possibilità di fare passeggiate ed escursioni adatte alle famiglie e ai camminatori più esperti, troviamo l’albergo-ristorante Santo Spirito, un’istituzione, che da più di cento anni, propone i piatti cucinati con ricette antiche e usando prodotti genuini e eccellenze locali. L’attenta gestione familiare crea un ambiente accogliente; in sala diversi cimeli e oggetti del passato, con foto antiche e documenti. I piatti sono tradizionali, quelli preparati a casa dalle nonne, e ricordano i sapori di una volta. Troviamo zuppe di ceci e di legumi vari, tagliatelle fatte a mano o pasta fresca con farina di castagne, come i “colpi di dito” o i quadrotti da condire con il “bruzzo”, la saporita ricotta di pecora. Fra i secondi capra con fagioli, lumache alla molinese, cinghiale stufato. Dolci deliziosi fatti in casa come il budino con le uova e il castagnaccio, preparato alla maniera antica. Le verdure sono prodotte quasi esclusivamente nell’azienda agricola di famiglia, grazie a nonno Augusto. La carta dei vini comprende l’Ormeasco prodotto dall’azienda di famiglia, ed anche ottime bottiglie di vini piemontesi. Il prezzo dei menù varia da € 20 a € 35.

Ristorante Hanbury

Da oltre 20 anni Pasquale, il gestore del ristorante, propone una cucina basata sul pescato locale, sempre fresco e cucinato con spunti creativi e mai banali. L’ambiente è elegante e raffinato, lontano dal traffico, pur essendo nel centro di Ventimiglia, di fronte alla stazione ferroviaria, e con la bella stagione si può pranzare nel dehors. Pochi tavoli in una sala arredata con semplicità, Pasquale cura personalmente l’accoglienza con il sorriso e spiega la proposta del giorno che dipende da quello che viene pescato in zona e dalle verdure degli orti vicini. Nella carta sempre piatti interessanti e mai banali. Fra gli antipasti citiamo la scottata di spada, soia agli agrumi, scalogno fritto oppure capesante scottate, purea di nasturzio, anacardi, o anche la tartare di cervo e salsa agrodolce di prugne. Tra i primi l’invitante raviolo di burrata, rana pescatrice e polvere di amatriciana o il classico tagliolino all’astice. Tra i secondi il baccalà 55°C, zucca, finocchi, aglio nero oppure il piccione con lenticchie e salsa agrodolce, o il sempre gustoso fritto misto. La cucina propone le specialità Nikkei, un incontro tra due cucine, la peruviana e la giapponese, una fusione di pietanze che danno vita a nuove armonie di gusto. Ottimo rapporto qualità-prezzo per chi cerca l’altissima qualità abbinata ad una grande professionalità. Alla carta sui 60 euro.

Glam Restaurant Sanremo Villa Noseda

In centro, vicino al Casinò, in una dimora storica, Villa Noseda, si trova questo ristorante con un’ampia sala da pranzo, elegante e ricercata, una luminosa veranda e una saletta, adatta per eventi riservati e cene d’affari. Lo chef Matteo Riccitelli propone un menù degustazione a 48 Euro, con quattro portate di pesce scelte da lui più il dolce, e un menù a 70 Euro, con sei piatti gran gourmand e il dessert. Alla carta si inizia con il crudo, che comprende i famosi gamberi rossi di Sanremo, le variazioni di tartare di pesce con ostrica e frutta e sushi o si possono gustare un flan di patate e funghi su vellutata di zucca, il cappon magro della tradizione con guarnizione di crostacei, o le insolite capesante brasate al foie gras, croccante ai fichi e polvere d’oro. Fra i primi raviolini di scorfano su bisque di gambero, gocce di burrata, limone e zenzero o il cappelletto ripieno di fonduta su ristretto di vitello e caponata di porcini. Fra i secondi domina il pesce, sempre freschissimo, servito fritto o nella grigliata. Fra le carni l’agnello cotto a basse temperature, muffin all’erborinato, e salsa alle melanzane affumicate. Ottimi i dolci tutti e molto curata la presentazione dei piatti. Servizio professionale e gentile. Di ottimo livello la carta dei vini.

Osteria Au Casun

Vale la pena di salire a 900 metri e visitare il piccolo borgo di Bajardo, il centro storico, la chiesa che fu in parte, distrutta nel terribile terremoto del 1887, dalla quale si gode un panorama meraviglioso sia d’inverno che d’estate, come vale la pena di fermarsi a gustare l’ottima cucina di Claudia e Pier, giovani ristoratori che hanno aperto questa osteria e propongono una cucina fatta di prodotti il più possibile a km. 0, genuini, coltivati dai contadini del territorio. Claudia, la chef con il suo sorriso gentile, vi proporrà un menù dai 25 ai 30 Euro che comprende l’antipasto misto, con assaggi di torte di verdure ed erbe spontanee, barbagiuai, frittelle di erbe e riso, crostini vari, salumi e formaggi locali. I primi sono particolarmente gustosi come i ravioli alle erbe selvatiche, le tagliatelle al rossesse o alle ortiche con il ragù di coniglio. Nei secondi citiamo il coniglio di Apricale, la salsiccia di Ceriana, il cinghiale in bianco, tutti da provare. Assolutamente da assaggiare i dolci preparati da Claudia, che ha avuto esperienza in pasticceria, deliziose meringate di marron glacè, tartufate leggere e tiramisù squisito. Pier in sala, gentile e disponibile, vi suggerirà l’abbinamento con i vini migliori.

L’erba Gatta

Gianni e Carla, due amici, hanno intrapreso nel 2008 questa avventura uniti dalla passione per la buona tavola e il buon vino, riuscendo a creare un luogo ideale per gustare una cucina tipica dell’entroterra, saporita, ma leggera. Gianni in cucina prepara piatti con prodotti rigorosamente del territorio, come l’olio, il vino, il pane, i fagioli, i formaggi, le erbe spontanee e lo zafferano di Triora. Il menù è indicato sulla lavagna come nelle vere trattorie: negli antipasti la trevisana al forno con ricotta e balsamico (9 euro) o i salumi e i sott’olio fatti in casa, come i pomodori secchi, i ciccotti (funghi), testa in cassetta e speck di cinghiale. Nei primi piatti la polenta con il sugo di finferli e speck, piatto unico a 10 euro, e i ravioli di ricotta e borragine con pomodorini e maggiorana (10 euro). Fra i secondi i grandi protagonisti della cucina dell’entroterra, il cinghiale con polenta (12 euro), le lumache in umido (14 euro), la toma di pecora Brigasca al forno (9 euro). Dolci squisiti fatti in casa. Il locale si trova nel centro storico, merita una visita e sulla tovaglietta troverete raffigurata la cartina che vi suggerirà un percorso per scoprire questo affascinante borgo conosciuto come il paese delle streghe. Menù da 25 a 30 Euro. Discreta carta dei vini con etichette locali e generosi vini piemontesi.

Ristorante Da U Titti

A pochi minuti dalla costa, percorrendo una strada in salita, dalla quale si scorge il mare, si arriva a Lingueglietta, inserito a pieno titolo nei “Borghi più belli d’Italia”. Si arriva nella piazza e si raggiunge in pochi passi il ristorante di Riccardo e Chiara. La casa in pietra conserva un suo fascino particolare, la terrazza dalla quale si gode una bellissima vista, nella bella stagione si riempie di persone che cercano un pò di relax e di fresco in questo angolo di paradiso. All’interno la sala è molto curata e raccolta, luci e arredi moderni, con candele e oggetti particolari, rendono l’ambiente raffinato e chic. Il servizio è affidato a Chiara, sempre sorridente e gentile, mentre la cucina è il regno di Riccardo. Entrambi di origini lombarde hanno avviato la loro proposta gastronomica da circa due anni e hanno già riscosso notevoli apprezzamenti. I menù degustazione sono due: uno di 5 portate a 40 euro e l’altro di 7 portate a 55 euro. Alla carta c’è molta scelta e soddisfa ogni aspettativa, negli antipasti citiamo lo storione marinato, radicchio tardivo, asparagi, uova e mais (17 euro) e i totanetti nostrani, fagioli di Conio, clementine,aneto, chorizo,(16 euro) e molti altri invitanti e particolari (dai 15 ai 18 euro). Tra i primi da assaggiare i ravioli di oca stufata, mostarda di mele cotogne, brodo ristretto di zucca,zenzero e alloro (16 euro) oppure i tagliolini alle nocciole, ragù di lumache,salsa di fegato d’anatra (18 euro). Nei secondi il lombo di capriolo, pere martine, cavolo rosso e patate americane oppure le triglie con il loro sugo, castagne, clementine, tuberi e radici. ( 25 e 18 euro). Dolci raffinati e squisiti. Fatti in casa anche il pane, i grissini, le focacce, con farine particolari. Molto curata la presentazione dei piatti e accurato il servizio. La carta dei vini presenta etichette selezionate con attenzione, in grado di accontentare tutte le esigenze e proposte a prezzi corretti. Consigliata la prenotazione.

Le Due Palme

Locale a due passi dal centro del Ventimiglia, ormai molto conosciuto e apprezzato per le ottime pizze e le proposte sempre nuove. Pino e Marcella, i proprietari, hanno fatto una scelta di qualità e di ricerca dei prodotti di eccellenza, per accontentare anche la clientela più esigente. Da pochi mesi Pino propone al lunedì e al mercoledì le “pizze d’Autore”, creazioni originali con ingredienti insoliti, ma sempre di altissima qualità, come quella alla crema di zucca e gamberi, o al salmone affumicato e formaggi dop. Le pizze vengono preparate usando ben 7 impasti , con farine diverse e lievitazioni differenti, come ad esempio quella di canapa o la pala romana, che necessita di una lunghissima lievitazione e un’idratazione altissima che la rende leggera, croccante e squisita. Oltre alle pizze (70 in carta!!) , ampia scelta di primi , sia di carne che di pesce, ravioli, trofie, tagliatelle e un gustoso risotto del pescatore, a seguire si può gustare un’ottima tagliata alla rucola servita sulla pietra ollare come una grigliata di pesce o i gamberoni alla piastra. Buona offerta anche di piatti vegetariani e vegani. Dolci classici, con qualche novità come il pasticcio dello chef e la torta della nonna, tutti da provare. Il locale è molto ampio, ben arredato, luminoso, adatto anche ad eventi e cene di lavoro, il servizio è rapido e cortese, organizzato da Marcella, sempre sorridente e gentile.Carta dei vini locali e di birre artigianali.