Ristorante Al Tre

Situato nell’entroterra di Finale Ligure, ad appena 6 km dalle spiagge affollate della riviera, nel centro del piccolo e raccolto paesino di Calice Ligure, sede di un importante museo d’arte moderna inserito nell’affascinante “casa del console”, che vale sicuramente la pena di visitare, è stato aperto da poco il ristorante “Al Tre”. È la scommessa di due intraprendenti giovani donne, Sonia e Mohana, che hanno dato una svolta alle loro vite e hanno scelto di cimentarsi nella ristorazione, coinvolgendo anche i relativi compagni. La cucina è opera di Sonia, che propone piatti della tradizione, con spunti di innovazione, mentre Mohana si occupa della sala e con un sorriso sempre pronto accoglie i clienti e li fa sentire subito a proprio agio. Il locale è stato ristrutturato con grande gusto e sono stati conservati angoli con oggetti antichi, che danno un’aria retrò piacevole. La sala affrescata viene utilizzata anche come galleria d’arte. Il menù comprende piatti di pesce e di carne, come lo stracotto d’asino e i calamari ripieni, le paste fresche con ragù di terra e di mare, come le lasagne al nero di seppia e le tagliatelle di castagne al sugo di cinghiale, i dolci sono molto curati e completano un pranzo o una cena in un ambiente familiare e a prezzi contenuti, il menù degustazione carne è proposto a 25 € e quello pesce a 30 €.

Ristorante Venaria Reale “Da Matteo”

Siamo alle porte delle Langhe, sulla sponda sinistra del Tanaro, La Venaria in origine era una locanda per cacciatori diventata Reale nel ‘700 per nobili frequentazioni. Qui dimorò Napoleone nel 1796 in occasione dell’armistizio di Cherasco, e da lui Narzole ricevette l’investitura per la tradizionale Fiera di Novembre e la “Venaria Reale” diventò punto di riferimento per alloggiare e ristorarsi, e lo è ancora oggi con camere a prezzi equi (60 – 80 euro). Il ristorante annesso ha assunto il nome del titolare che, con l’aiuto del figlio Luca, lo gestisce da oltre 40 anni mantenendo vive le origini. Qui si gusta le vera cucina piemontese, come i tradizionali antipasti, esposti in vetrina, come la battuta di fassone, vitello tonnato, insalata russa, salsiccia di Bra, lingua salmistrata, patè di fegatini, cotechino con fonduta, ecc. con presenza di tartufi tutto l’anno nero o bianco a seconda della stagione. Tra i primi: ravioli burro e salvia o al ragù, risotto con fonduta, taglierini alla Langarola con funghi, e zuppe di verdure. Fra i secondi l’immancabile arrosto alle nocciole, il brasato, la fonduta con i tartufi. Tra i dessert classici la panna cotta,il bunet, le pesche all’amaretto. I vini con prevalenza di rossi Piemontesi di produttori delle vicine Langhe. Per un pranzo completo senza limiti di quantità spenderete non più di 30 euro esclusi vini (salvo in stagione di tartufi bianchi il cui prezzo sarà determinato dal mercato).

Relais del Monastero

Il Monastero di Millesimo è un luogo magico, un piccolo gioiello di architettura medievale del 1200 circondato da un bellissimo parco, dove si può soggiornare in camere di grande charme. All’interno le sale del ristorante sono magnificamente affrescate, ben arredate e i camini e il pianoforte a coda, rendono l’ambiente molto accogliente. Pino e Donatella sono i titolari e gestori del Relais dal 2014 e sono riusciti, dopo un terribile incendio nel 2017, a riaprire ed a continuare l’attività. Luogo ideale per eventi e cerimonie, ma anche per momenti di relax da godere nelle belle camere, dove al mattino si viene coccolati dalla colazione servita in camera. La cucina è affidata allo chef Matteo Pantoliano che propone una cucina genuina ed autentica, con prodotti del territorio. Il menù degustazione a 48 euro comprende sette portate oppure alla carta si può scegliere tra gli antipasti, la battuta di fassone, il fagottino di funghi o il polpo aromatizzato ( da 8 a 12 euro) ; fra i primi i paccheri di Gragnano con delicata di burrata e gamberoni scottati, premiati nel 2017, e i ravioli di taleggio con pere ed erbe fresche (dai 10 ai 12 euro) nei secondi citiamo il brasato al Barolo, e il branzino su cremoso di limone, ( da 12 a 18 euro). Squisiti i dolci fatti in casa. Pino saprà consigliarvi i vini migliori grazie ad una cantina ben fornita, e Donatella garantisce il servizio in sala, sempre con un sorriso.

I Matetti

Nella rinomata e famosa Alassio si trova ancora la cucina ligure tradizionale, la vera trattoria alla buona, con menù scritto in dialetto, a mano su un quaderno con le righe come quelli usati un tempo a scuola; l’ambiente informale, alle pareti fotografie degli anni 70’, in bianco e nero, dei bambini, in dialetto “i matetti,” in grembiule nero e con il fiocco, a scuola, in posa sui banchi o per la foto di gruppo. All’ingresso la grande lavagna con i piatti del giorno. Le proposte sono quelle della tradizione ligure, gustose e abbondanti, peccato dover scegliere, varrebbe la pena di assaggiare tutto. I proprietari sono sempre allegri e simpatici, a volte fanno i burberi, ma è uno scherzo e vi sorprenderanno. Si comincia con l’antipasto misto, sempre il top, con le acciughe fritte, l’insalata di mare, l’involtino di cavolo, la focaccia di Recco. Nei primi, tutti da assaggiare, i ravioli e i pansotti, le tagliatelle con la bottarga, con i gamberi, le “gasse”, pasta fresca tipo farfalle, con il pesto e le patate. Nei secondi sempre presenti il fritto misto, il coniglio, il polpo o le seppie accomodate, il baccalà. I dolci classici fatti in casa come il bunet, tiramisù, e i gelati. Offerte a tutti, per finire in bellezza, le deliziose frittelle di mele. Piccola cantina con Vermentino e Pigato a prezzi ragionevoli. Ottimo rapporto qualità-prezzo, un pasto intorno a € 25 e consigliata la prenotazione.

Osteria Primi Dolci

Non si può fare a meno di notare questa simpatica casa a righe gialle e rosse dove si trova l’Osteria Primi Dolci. Lo chef Massimo propone una cucina orientata come è giusto verso il prodotto locale più famoso cioè il porro. Nel mese di novembre il porro viene celebrato in mille ricette a Cervere e l’Osteria propone un menù dedicato al porro abbinato ai prodotti del territorio più gustosi, dalla salsiccia di Bra alla tuma di Langa, dai ravioli alla pasta e fagioli, con il cotechino e con le lumache, a 29 euro bevande escluse. Alla carta lo chef propone, come antipasti l’anguilla in carpione e la carne tagliata al coltello con la salsiccia di Bra. Nei primi troviamo tajarin al ragù, gnocchi al Castelmagno e agnolotti del plin. Le rane e le lumache sono spesso presenti nei secondi piatti, mentre la tagliata cotta sulla pietra ollare e le costate alla griglia sono una specialità della casa. L’ambiente è curato e accogliente, il servizio cordiale e attento, grazie alla simpatia e all’attenzione dello chef Massimo e dei suoi collaboratori. Ampia l’offerta di dolci come il budino di castagne alla crema di cachi e la torta di nocciole e zabaione. La carta dei vini propone le migliori produzioni del territorio. Prezzi onesti, sui 30 euro.

La Taverna di Fra Fiusch

Nell’incantevole borgo di Revigliasco a pochi chilometri da Torino, tra le mura di una cascina di fine ‘800, intima ed accogliente, troviamo Fra’ Fiusch, dove lo chef Ugo Fontanone ha fatto da maestro a una piccola nidiata di chef oggi in ristoranti più o meno blasonati. Il locale ha anche aperto da poco una dependance in corso Moncalieri a Torino. Tornare alla casa madre in collina è sempre piacevole per ritrovare i classici della tradizione cui talora si affiancano piatti che spingono sul versante dell’innovazione. Si può infatti assaggiare tanto il vitello tonnato all’antica maniera quanto i tartrà di basilico con burrata e sorbetto di pomodori. Non mancano i tajarin con il ragù langarolo di fegatini di pollo e salsiccia e gli agnolotti del plin di carne al burro d’alpeggio ma anche quelli ripieni di carne d’asino. Tra i secondi finanziera, piccione arrosto con aceto balsamico e miele di castagno, guanciale di vitello brasato, faraona ripiena con le ciliegie ma anche gamberoni scottati su crema di nocciole. Al dessert tra gli altri fagottino di mele e cognà e gelato al blu di capra con sorbetto alle pere. La carta dei vini enciclopedica offre le eccellenze piemontesi e una ricca selezione di vini italiani con qualche chicca francese. Menù degustazione a 35 euro, alla carta intorno ai 40 euro.

Ristorante Les Fleurs

Tiziano e Nathalie vi accolgono con grande gentilezza, simpatia e professionalità nel loro ristorante sulla strada di Pila a 12 km da Aosta, con cucina tradizionale e con un tocco di creatività assolutamente prelibata. Il menù cambia spesso seguendo la stagionalità e la cantina è rappresentata da poche, ma eccellenti etichette soprattutto del territorio. Ideale sia per un pranzo veloce o una cena in coppia o con amici e bambini, dall’interno del ristorante si può ammirare la vista sulla città di Aosta. Sembrerà di esser in aereo! In inverno si possono trovare le zuppe di funghi, patate e segale invernali o per iniziare i piatti tipici della tradizione valdostana come le crespelle farcite con Fontina D.O.P. e prosciutto cotto, gratinate al forno. Ricca la scelta di primi piatti, mai banali, dai ravioli di cinghiale al tortellone di zucca, alla tagliatella fresche all’uovo servite con crema di ceci, dadolata di guanciale e spolverata di Rosmarino. Tra i secondi piatti, tutti accompagnati da contorno di stagione da segnalare la tagliata di Fassone servita con composta di mele Renete, salsa piccante e salsa al pepe verde servita in un piatto che è stato realizzato da un artigiano locale. Previsti menù per bambini e possibilità in estate di mangiare nel dehors sia a pranzo che a cena. Rapporto qualità prezzo ottimo e con un prezzo medio per pasto sui 30 euro.

Il Cortiletto

Siamo in via Borgo Dora nel cuore di Porta Palazzo: la zona del maggiore mercato cittadino grazie alle varie ondate migratorie è da sempre incrocio di cultura gastronomiche diverse, oggi si sta riqualificando e vede nascere ogni giorno nuovi locali. “Il cortiletto” è quasi un’istituzione perché c’è da molti anni e rimane una garanzia per chi voglia assaggiare una cucina piemontese secondo tradizione. Il nome del locale viene dalla sua collocazione, in un piccolo cortile nel “Balon” (così si chiama il mercato delle pulci del sabato mattina) non distante dalla sede della Scuola Holden e dall’Arsenale della Pace del Sermig. Tra i piatti nel menu non mancano secondo stagione flan di cardi con o senza fonduta, insalata russa, tournedos ai funghi porcini, agnolotti al sugo d’arrosto. Ma si trovano anche lumache alla parigina, faraona ripiena e lesso di gallina. Sono strepitose d’estate le pesche ripiene. Con una barbera sfusa della casa si spendono sui 40 euro. Se ci si va il sabato è consigliabile la prenotazione, perché nel giorno del mercato è difficile trovare un tavolo libero.

Ristorante Santo Spirito

Nella valle Argentina a circa 400 metri, immerso nel verde e nei laghetti che i torrenti Argentina e Corte formano nel loro percorso, con possibilità di fare passeggiate ed escursioni adatte alle famiglie e ai camminatori più esperti, troviamo l’albergo-ristorante Santo Spirito, un’istituzione, che da più di cento anni, propone i piatti cucinati con ricette antiche e usando prodotti genuini e eccellenze locali. L’attenta gestione familiare crea un ambiente accogliente; in sala diversi cimeli e oggetti del passato, con foto antiche e documenti. I piatti sono tradizionali, quelli preparati a casa dalle nonne, e ricordano i sapori di una volta. Troviamo zuppe di ceci e di legumi vari, tagliatelle fatte a mano o pasta fresca con farina di castagne, come i “colpi di dito” o i quadrotti da condire con il “bruzzo”, la saporita ricotta di pecora. Fra i secondi capra con fagioli, lumache alla molinese, cinghiale stufato. Dolci deliziosi fatti in casa come il budino con le uova e il castagnaccio, preparato alla maniera antica. Le verdure sono prodotte quasi esclusivamente nell’azienda agricola di famiglia, grazie a nonno Augusto. La carta dei vini comprende l’Ormeasco prodotto dall’azienda di famiglia, ed anche ottime bottiglie di vini piemontesi. Il prezzo dei menù varia da € 20 a € 35.

Trattoria Vascello d’Oro

Indirizzo sicuro per gustare il famoso “bollito” di Carrù, questo ristorante ha una storia antica ed è gestito da più di trent’anni dalla famiglia Cravero. Il mitico patron Beppe, personaggio non solo in cucina, con i figli Elena e Marco, e la moglie Lidia, portano avanti la tradizione di un’ottima cucina con ingredienti freschi e genuini, coadiuvati dallo chef Carlo Bella e uno staff preparato e attento. La trattoria si trova al centro del paese, con quattro sale arredate con mobili antichi di famiglia e una cantina, “la crota dl’amicissia”, dove possono cenare fino a 10 persone e nella bella stagione si può pranzare sul piccolo terrazzo. Il protagonista assoluto è il bollito misto, a Carrù si tiene ogni anno la fiera del bue grasso nel mese di dicembre, dove si celebra questo piatto in tutte le sue declinazioni. Il bollito si prepara, secondo tradizione, con almeno 7 tagli di carne diversi e almeno 7 salse, tra cui quella verde, quella rossa, quella all’aglio. Ma si può iniziare con i classici antipasti misti piemontesi, tra cui la carne battuta al coltello e l’insalata russa, tutti squisiti, e assaggiare i ravioli, riso e coj (cavoli) e i tajarin con il sugo. Si possono gustare anche altre specialità come la finanziera e la bagna cauda. Dolci golosi come il bonet e le torte di nocciole e le pere cotte nel vino. Menù degustazione a € 37, nei giorni feriali a € 35.