Osteria La Gattafura

Ristorante nella darsena del porto di Savona, ambiente raccolto e atmosfera piacevole, con volte in mattoni a vista, arredamento sobrio, accoglienza gentile e professionale del proprietario, che in estate mette i suoi tavoli all’aperto in piazza Rebagliati. Il nome “Gattafura” si ispira alla torta di verdura genovese preparata con bietole, formaggio fresco e menta, mentre la cucina proposta dallo chef è quella del territorio, con una buona presenza di pesce locale. Dagli antipasti di mare come i gamberoni con il bacon, il polpo e patate, e lo stoccafisso, o meglio, il brandacujun e la tartare di palamita. Nei primi sicuramente da provare i ravioli al nero di seppia con ripieno di muscoli o i gnocchetti con pescatrice. Sempre gustoso il fritto di mare o il piatto di cozze, vongole e crostacei, oppure il pescato del giorno abbinato con le verdure dell’orto. La carta varia settimanalmente in alcuni piatti seguendo la fantasia e ispirazione dello chef o la disponibilità degli ingredienti freschi. Si possono trovare anche piatti di carne, ben preparata e di qualità. I dolci sempre fatti in casa. Interessante la carta dei vini in prevalenza del territorio, ma con presenze anche di altre regioni, come l’ottimo Timorasso del Piemonte. Giusto rapporto qualità prezzo, costo medio a persona 40 euro.

Ristorante Al Tre

Situato nell’entroterra di Finale Ligure, ad appena 6 km dalle spiagge affollate della riviera, nel centro del piccolo e raccolto paesino di Calice Ligure, sede di un importante museo d’arte moderna inserito nell’affascinante “casa del console”, che vale sicuramente la pena di visitare, è stato aperto da poco il ristorante “Al Tre”. È la scommessa di due intraprendenti giovani donne, Sonia e Mohana, che hanno dato una svolta alle loro vite e hanno scelto di cimentarsi nella ristorazione, coinvolgendo anche i relativi compagni. La cucina è opera di Sonia, che propone piatti della tradizione, con spunti di innovazione, mentre Mohana si occupa della sala e con un sorriso sempre pronto accoglie i clienti e li fa sentire subito a proprio agio. Il locale è stato ristrutturato con grande gusto e sono stati conservati angoli con oggetti antichi, che danno un’aria retrò piacevole. La sala affrescata viene utilizzata anche come galleria d’arte. Il menù comprende piatti di pesce e di carne, come lo stracotto d’asino e i calamari ripieni, le paste fresche con ragù di terra e di mare, come le lasagne al nero di seppia e le tagliatelle di castagne al sugo di cinghiale, i dolci sono molto curati e completano un pranzo o una cena in un ambiente familiare e a prezzi contenuti, il menù degustazione carne è proposto a 25 € e quello pesce a 30 €.

Relais del Monastero

Il Monastero di Millesimo è un luogo magico, un piccolo gioiello di architettura medievale del 1200 circondato da un bellissimo parco, dove si può soggiornare in camere di grande charme. All’interno le sale del ristorante sono magnificamente affrescate, ben arredate e i camini e il pianoforte a coda, rendono l’ambiente molto accogliente. Pino e Donatella sono i titolari e gestori del Relais dal 2014 e sono riusciti, dopo un terribile incendio nel 2017, a riaprire ed a continuare l’attività. Luogo ideale per eventi e cerimonie, ma anche per momenti di relax da godere nelle belle camere, dove al mattino si viene coccolati dalla colazione servita in camera. La cucina è affidata allo chef Matteo Pantoliano che propone una cucina genuina ed autentica, con prodotti del territorio. Il menù degustazione a 48 euro comprende sette portate oppure alla carta si può scegliere tra gli antipasti, la battuta di fassone, il fagottino di funghi o il polpo aromatizzato ( da 8 a 12 euro) ; fra i primi i paccheri di Gragnano con delicata di burrata e gamberoni scottati, premiati nel 2017, e i ravioli di taleggio con pere ed erbe fresche (dai 10 ai 12 euro) nei secondi citiamo il brasato al Barolo, e il branzino su cremoso di limone, ( da 12 a 18 euro). Squisiti i dolci fatti in casa. Pino saprà consigliarvi i vini migliori grazie ad una cantina ben fornita, e Donatella garantisce il servizio in sala, sempre con un sorriso.

I Matetti

Nella rinomata e famosa Alassio si trova ancora la cucina ligure tradizionale, la vera trattoria alla buona, con menù scritto in dialetto, a mano su un quaderno con le righe come quelli usati un tempo a scuola; l’ambiente informale, alle pareti fotografie degli anni 70’, in bianco e nero, dei bambini, in dialetto “i matetti,” in grembiule nero e con il fiocco, a scuola, in posa sui banchi o per la foto di gruppo. All’ingresso la grande lavagna con i piatti del giorno. Le proposte sono quelle della tradizione ligure, gustose e abbondanti, peccato dover scegliere, varrebbe la pena di assaggiare tutto. I proprietari sono sempre allegri e simpatici, a volte fanno i burberi, ma è uno scherzo e vi sorprenderanno. Si comincia con l’antipasto misto, sempre il top, con le acciughe fritte, l’insalata di mare, l’involtino di cavolo, la focaccia di Recco. Nei primi, tutti da assaggiare, i ravioli e i pansotti, le tagliatelle con la bottarga, con i gamberi, le “gasse”, pasta fresca tipo farfalle, con il pesto e le patate. Nei secondi sempre presenti il fritto misto, il coniglio, il polpo o le seppie accomodate, il baccalà. I dolci classici fatti in casa come il bunet, tiramisù, e i gelati. Offerte a tutti, per finire in bellezza, le deliziose frittelle di mele. Piccola cantina con Vermentino e Pigato a prezzi ragionevoli. Ottimo rapporto qualità-prezzo, un pasto intorno a € 25 e consigliata la prenotazione.

Trattoria Vignola

E’ sempre gradevole addentrarsi nell’entroterra di Albenga, ricca di piccoli borghi storici, e luoghi piacevoli da visitare. Ortovero è uno di questi, circondato da vigne e frutteti, immerso nel verde, in ogni stagione è sempre interessante percorrere questa strada che porta verso il Piemonte e fare una sosta in questa trattoria per gustare una cucina semplice e genuina. La vera cucina del territorio interpretata da Adriana, la cuoca, e proposta da Claudio, il gestore, che accolgono gli ospiti con gentilezza e competenza e raccontano il loro menù, fatto di prodotti locali e di stagione. La sala è ampia e ben arredata, l’ambiente accogliente. Si comincia con dei deliziosi frittini, di carciofi, di pane, di spiedini di salsiccia, di ravioli alle erbette, di frittata, serviti in un piccolo cestino. Ma gli antipasti devono ancora arrivare: tartare di carne, formaggio del pastore con miele e nocciole, insalata di panissa. Due i primi. I fantastici ravioli alle erbe e le tagliatelle alla borragine fatti da Adriana, Nei secondi si sceglie tra il coniglio, il cinghiale in umido, l’imperdibile cima oppure le lumache. Dolci casalinghi, come il crumble di mele con gelato alla cannella, molto gustosi. Il menù degustazione è proposto a 30 euro, compresi i vini della cooperativa di Ortovero, vale a dire Pigato, Rossese e Vermentino. Si consiglia la prenotazione.

Osteria del Tempo Stretto

Quando si varca la soglia dell’osteria si entra in un ambiente accogliente e curato, e si lascia alle spalle il traffico e il rumore dell’Aurelia. La chef Cinzia Chiappori ha una grande professionalità, ma è persona semplice e schietta. Ama mettersi in gioco provando nuovi piatti con ingredienti particolari, le piace aprire la sua cucina ad altri chef e proporre cene a 4 mani, anche con serate a tema. La costante della sua cucina sono i prodotti di altissima qualità, sempre freschissimi e a km. 0. Nel corso dell’ultimo anno ha rinnovato la sala, con un tocco di rosa, e anche i suoi menù proponendo per il pranzo di lavoro a mezzogiorno piatti unici e semplici a 15 euro, e alla sera menù più elaborati a 25 euro. Cinzia propone una cucina creativa del territorio, dove il pescato locale è molto presente, così come i carciofi e gli asparagi violetti, presidi slow food. Da assaggiare negli antipasti lo squisito tonno di coniglio e la tartare di salmone con i carciofi crudi e il brandacujun. Nei primi citiamo i corzetti con carciofi e vongole, i tagliolini al curry con il ragù di gamberoni. Nei secondi il delizioso polpo cotto nel vino rosso. I dolci sono molto curati dalla chef, con ingredienti insoliti, come la panna cotta agli asparagi, i fiori eduli, la lavanda. Nella bella stagione si può pranzare nel giardino, e fermarsi a riposare nelle tre belle camere nel piano superiore.

La Prua

In una posizione meravigliosa all’inizio della passeggiata, dove grazie alla veranda si può mangiare a pochi metri dal mare e in estate direttamente sulla spiaggia, questo ristorante basa la sua cucina sul pescato locale e sulla qualità delle materie prime, selezionando prodotti migliori, possibilmente a km. 0. Il menù degustazione, a 50 euro bevande escluse, propone come antipasto i moscardini su crema di zucca allo zenzero, gnocchi di patate viola con calamaretti in bagna cauda; come secondo una scaloppa di branzino con legumi secchi, cereali e un dolce a scelta. Alla carta, fra gli antipasti un interessante crudo di pesce, un trittico con assaggio del baccalà su crema di fave secche, toast di spada affumicato con sesamo nero e i moscardini; fra i primi tagliolini neri con pesce san Pietro, broccoletti e pinoli, ravioli di branzino con ragù di tonno e zimino di ceci con code di gamberi. Tra i secondi da provare il fritto misto, croccante e leggero, la grigliata mista di pesce. In carta anche piatti di carne e per vegetariani. Ampia la scelta di dolci, fra cui la “tre mousse” al cioccolato, al Gran Marnier e al pistacchio oppure la Cheese Cake al mandarino e crema di marroni. La carta dei vini interessante con vini del territorio, ma con una buona scelta di etichette importanti di altre regioni.

Boma Ristorante Caffè

Il ristorante, che si trova nel porticciolo turistico, dispone di sale moderne e eleganti, con ambiente accogliente e confortevole; tempo permettendo, anche in autunno, si può sostare nel dehors che permette di godere del sole e della vista mare. Aperto nel 2006 dai fratelli Patanè, Alessandro chef con la passione della cucina, e Giovanni, esperto sommelier che si occupa della sala. Entrambi sono docenti di corsi e di laboratori del gusto e della qualità. La cucina del Boma è soprattutto basata sul pescato locale, cucinato al momento del servizio, e sulla ricerca dei migliori prodotti del territorio. Due i menù degustazione, uno di terra e uno di mare. Alla carta fra gli antipasti insalata di polpo o di stoccafisso, o baccalà brandato. Ottimi i primi di pasta fresca con pescato locale, o i classici pansotti di magro con sugo di noci o le fettuccine di farro con pesto e julienne di melanzane. Tra i secondi, oltre alla frittura di mare e al pescato del giorno, anche piatti di carne, come la tagliata piemontese e lo scamone di vitello. Ottimi i dolci con presentazioni invitanti e ampia scelta nella carta dei vini con etichette regionali e internazionali. Si spende dai 35 € ai 45 €.

La Rosa dei Venti

Un indirizzo sicuro per assaggiare dell’ottimo pesce freschissimo. In un angolo particolarmente affascinante di Albisola Superiore, in una piccola piazzetta, di fronte al mare, Rosa, considerata una “sciamana”, ci aspetta per stupirci con i suoi piatti mai banali e sempre gustosi. Si entra nelle sale ispirate ai colori del mare, appesi alle pareti oggetti marinari, quadri e opere d’arte, qui a sede l’associazione “Rosa dei Venti-Arte e cucina”. Quando si è seduti Rosa ci porta i suoi piatti , che dipendono dai capricci del mare e dai pescatori locali, e senza bisogno di scegliere si è accompagnati in un percorso di gusto che coinvolge i nostri sensi. Si comincia con gli antipasti : i gamberi al miele, l’insalata di ceci e moscardini, le alici marinate, il carpaccio di salmone, se si è fortunati le ostriche freschissime e molto altro. Tra i primi, di pasta fresca fatta in casa, citiamo i ravioli di orata e branzino, i gnocchetti ai gamberi o all’astice, tutti da provare. Anche nei secondi la scelta è basata sul pescato locale, dal fritto leggero e saporito, al pesce al forno con le verdure locali. I dolci sono un’altra specialità di Rosa, dal delizioso semifreddo al pistacchio ai gelati e ai sorbetti sempre nuovi. Il servizio è accurato e gentile. Prezzi rapportati alla qualità, dai 30/35 in su.

Trattoria da Bianca

Arnasco è un delizioso paesino adagiato su dolci colline, che producono la “pignola”, un’oliva con un leggero gusto di pinolo da cui si ricava un olio giustamente rinomato. In questo storico locale si viene soprattutto per assaggiare i mitici ravioli, che ogni giorno Marica e la figlia Sonia preparano con erbette e borragine e servono al sugo, o al burro e salvia, oppure anche semplicemente al naturale, appena scolati. Il menù è sempre uguale, una garanzia di continuità in questo locale gestito da tre generazioni dalla stessa famiglia dagli anni ‘70. L’ambiente è casalingo, senza fronzoli, accogliente e pulito. Si mangia quello che è proposto a voce, senza carta o lavagnetta, i piatti seguono la stagionalità e le verdure sono a “metro zero”, arrivano dall’orto di fronte al ristorante. Si comincia con 8 antipasti tra cui salumi, cipolline, insalata di fagioli, torte di verdura, peperoni, bruschette, carciofi pastellati o fiori di zucca. Fra i primi ravioli, tortellini o tagliatelle, tutte fatte in casa. Fra i secondi coniglio alla ligure con olive e pinoli, roast-beef e lumache. Dolci maison: tiramisù, panna cotta, le crostate di frutta, le torte di mele. Vini locali, rossi e bianchi compresi nel prezzo del menù di € 25. Nel week-end conviene prenotare e si capisce il perché.