Ristorante Quintilio

Il Ristorante Quintilio è una garanzia di qualità e del ben mangiare dal lontano 1889, sul confine tra Piemonte e Liguria. Luca e Lorena hanno continuato un percorso di grande tradizione del ristorante di famiglia. L’interno del ristorante è molto curato ed elegante, è diviso in tre sale, la grande sala più classica, con collezioni di vasi antichi in vetro, c’è l’enoteca, vanto di Lorena, competente sommelier, dove si è circondati da una collezione di più di 500 etichette e un’altra saletta, più raccolta, con libri rari e oggetti preziosi. La cucina si basa su prodotti di altissima qualità, nel rispetto della stagionalità, come i preziosi tartufi, raccolti nelle zone vicine, e i funghi in ricette classiche ed anche innovative. L’amuse-bouche è un assaggio di torta di riso, vera delizia, seguiti dal pane, la focaccia e i grissini, fatti in casa. Il menù degustazione è composto di 4 portate a 45 euro e vi soddisferà pienamente. Tra gli antipasti citiamo l’uovo pochè con spuma di parmigiano e fondo bruno con o senza tartufo, una raffinata terrina di foie gras d’anatra, marinata al sauternes.Tra i primi gli imperdibili ravioli al plin o gli squisiti gnocchi con le patate di Calizzano con fonduta e tartufo nero. Tra i secondi provate le trippe con fagiolane, o il classico brasato al barolo. Dolci squisiti,come il tortino di mele con il gelato alla crema della casa. Cantina ben fornita con le migliori etichette del territorio.

Antica Osteria La Sosta

ll centro storico di Laigueglia è una bomboniera che, al suo interno, custodisce altre piccole bomboniere. Una di queste è l’Antica Osteria la Sosta, gestita con grande abilità dalla chef Stefania Alberti, mentre la sala è curata dal marito Daniele Ziliani, restauratore di professione, che ha “firmato” l’arredamento con diversi pezzi davvero interessanti. La coppia ha aperto il ristorante nel 2004, ma dopo una pausa di alcuni anni per seguire il loro primo figlio, da un anno, sono tornati alla guida del locale. L’atmosfera è calda, Daniele premuroso senza essere invadente, ma è dalla cucina (antipasti e primi a 12 euro, secondi tra i 12 e i 18, ma in media sui 15, dolci a 6 euro, porzioni adeguate) che arrivano le sorprese più piacevoli. Stefania è un’ autodidatta, ma ha seguito una serie impressionante di corsi che l’hanno formata come chef, molto apprezzata sia da Gualtiero Marchesi che da Silvio Torre, il primo monumento in cucina, il secondo monumento per la divulgazione enogastronomica. Il menù è territoriale, acciughe, stoccafisso, pescato del giorno (ma anche coniglio e fassona), ma declinato con fantasia e sapienza e condito con ottimo extravergine. Da non perdere la terrina di coniglio con albicocche di Valleggia (in stagione) e bietole, gli gnocchi al baccalà e funghi, i “previ”, le lattughe ripiene della tradizione. Buona, con ricarichi corretti, la carta dei vini a prevalenza rivierasca.

Ristorante Pinocchio

È dal 1980 che Sara e Nino, dopo aver maturato una grande esperienza nella ristorazione, hanno proposto nella verde val Lerrone una cucina di territorio anche per i palati più esigenti. I loro piatti sono molto graditi sia dalla clientela italiana che straniera, perché preparati sempre con prodotti di qualità a km. 0 e intrecciando le tradizioni liguri e piemontesi. Si comincia con le verdure dell’orto in pinzimonio con l’olio profumato di olive taggiasche, i patè di olive e di pomodorini secchi, accompagnati dai salami d’asino, di maiale e piccanti calabresi. Numerosi gli antipasti caldi e freddi, sia di pesce che di carne e di formaggio, come i tomini di capra serviti con la marmellata di peperoni, la carne salata, il polpo cotto a vapore e le gustosissime frittelle di rossetti. Fra i primi, oltre agli insuperabili ravioli con la borragine, gnocchi e tagliatelle, tutto fatto a mano e con sughi di stagione. I secondi robusti: grigliate di carne, roast-beef e arrosti e con la scelta di un secondo di pesce come l’orata o il salmone. Dolci preparati dagli abili pasticceri come le crostate di frutta, gli speciali tiramisù, e i deliziosi semifreddi e i budini. Ottimo rapporto qualità–prezzo, menù degustazione a 30 euro vino della casa incluso. Possibilità di soggiorno nell’agriturismo. Consigliata la prenotazione.

Il Mangiarino

In un angolo fuori dal tempo, nel centro storico di Albenga sorge, da pochi anni, il Mangiarino, in cui sapore e semplicità vengono celebrati dalla passione e dall’esperienza della sua creatrice: Mirella Porro. Milanese di nascita, ligure di adozione, allieva e amica del Maestro della Cucina italiana Gualtiero Marchesi, Mirella (si ricordano le sue esperienze alla Cittadella di Zuccarello, poi alla Baia del Sole, prima a Laigueglia poi ad Alassio) ha creato un angolo dall’atmosfera Sixties. Il dehors è illuminato dai lampioni dei caruggi e dalla teca all’entrata in cui il logo realizzato da Paola Marchesi accoglie gli ospiti. Tra calici decorati e sedie regista fantasia Missoni, i piatti di Mirella presentano una palette di colori tipici della sua tradizione. Attingendo dal territorio le materie prime, il menù rende libero il suo spirito impegnato nell’esaltazione della semplicità. E così rivivono i suoi piatti storici, come i calamari grigliati con patate al rosmarino, scorza di limone, olive taggiasche e maggiorana, o il “besugo” con le zucchine trombette, proposti insieme a nuovi accostamenti come il tonno scottato con passata di mango o il salmone marinato all’aneto con salsa dolceforte. Prezzo medio sui 35 euro, bevande escluse. Carta dei vini in crescita, con onesto ricarico e servizio anche a calice salva punti patente.

Ristorante Pian del Sole

Il comune di Sassello si trova nell’entroterra di Savona, a circa 350 metri sul livello del mare, a 20 km. dalle spiagge di Albisola, dal 1999 è stato insignito della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico-ambientale. Luogo di piacevoli e rilassanti passeggiate, anche a cavallo, nei boschi che circondano il paese, da visitare anche il centro storico. La struttura dell’albergo Pian del Sole, a pochi minuti dal centro del paese, offre un soggiorno piacevole e rilassante, al suo interno si trova il ristorante “Da Ivano” dove si gusta, dal 1976 la cucina schietta e genuina dello chef Ivano Ravera, ispirata alla tradizione ligure e piemontese. Particolarmente curata la ricerca dei prodotti, molti a km. 0, come la farina macinata a pietra nel mulino di Sassello, così come la carne locale macellata nel paese, le verdure coltivate negli orti dai contadini locali. Con questi ingredienti di ottima qualità lo chef prepara le paste fresche, i ravioli, i pansotti, e tutte le specialità della casa. In stagione i deliziosi funghi e la selvaggina. Particolare cura riservata ai dolci con le marmellate fatte in casa, i sorbetti alla frutta, e gli immancabili “amaretti” che hanno reso giustamente famoso il paese di Sassello. Servizio professionale e gentile. Menù degustazione a 25 euro.

Ristorante Il Sogno

La nuova posizione del locale nel centro di Finale riscuote molto successo, le sale del ristorante sono molto luminose, l’arredamento molto curato ed elegante.Lo chef e proprietario Timi ha realizzato qui il suo sogno, offrire ai clienti dell’ottimo pesce di cattura sempre freschissimo, cucinato con passione. Il menù degustazione a 35 euro è composto da un antipasto, la passatina di ceci al rosmarino e code di gamberi fritti, seguiti dai tagliolini di pasta fresca tagliati al coltello, sughetto di branzino e verdure saltate, a seguire il pescato del giorno al forno con patate e olive taggiasche, e carciofi nostrani, e si conclude con il delizioso sorbetto alle clementine e vodka. Alla carta si può scegliere la tartare di palamita, salsa di soia, insalatina di finocchi e arance pernambucco o il tortino caldo di pasta brisè ai topinambur e crema di mozzarella di bufala. Tra i primi citiamo i doppi ravioli ripieni di pesce e carciofi, sughetto di triglie e broccoletti o i mezzi paccheri ai gamberoni viola di Sanremo. Nei secondi da assaggiare i calamari veraci alla piastra con crema di sedano rapa oppure le squisite costolette d’agnello in crosta di nocciole cotte al forno. I dolci, tutti fatti in casa, sono interessanti, come il semifreddo alle nocciole, ganache al fondente, cristalli di sale e terra al cioccolato. Ampia scelta di vini con etichette di alta qualità e accurata selezione di champagne.

La Tavernetta

Stefano e Martino Beltrame sono omoni che, a guardarli, mettono un po’ di soggezione ma, basta conoscerli, e diventano subito simpatico per come raccontano i loro piatti. Sì, perché Martino è lo chef della Tavernetta di Finale Ligure, mentre Stefano, in sala, è presidente dell’associazione dei Cuochi savonesi. Un locale giustamente elogiato per la sua cucina di pesce. “Pesce che comperiamo per lo più ai mercati di Imperia e Savona”, racconta Stefano. Ambiente tendente al rustico, piatti che mescolano tradizione e innovazione, sempre all’insegna della stagionalità e della territorialità. Aperta alle fine degli Anni ’80 la Tavernetta è andata sempre in crescendo. I piatti spaziano da un trionfale piatto di crudo di pesce alle trenette al pesto, dai spaghetti allo scoglio (il nome fa pensare alla cucina turistica, ma in questo caso non è così) ad un fritto misto di rara leggerezza. Nel menù (da non tralasciare i dolci) sono inserite anche le calorie del singolo piatto. Limitata ma di qualità la cantina, con grande spazio ai vini liguri (con la possibilità, per i commensali, di poter visitare le cantine dei produttori). Prezzo medio sui 35 euro, bevande escluse.

Fuori dalle righe

Il ristorante è una realtà alternativa importante nel panorama della ristorazione savonese. La scelta di usare prodotti sani, coltivati con le tecniche della biodinamica, biologiche e di piccoli produttori locali è stata sicuramente apprezzata dal pubblico. Il locale, che si trova nel centro storico, è formato da due sale, arredate con stili diversi, ma entrambe molto gradevoli, moderne e accoglienti con luci ben posizionate, che creano una bella atmosfera. La cucina di Rosanna Oliva, che ha imparato passione e segreti dei fornelli dalla mamma e dalla nonna, propone piatti vegetariani e vegani, con qualche concessione alla cucina tradizionale di pesce e di carne. In sala Cristina gentile propone piatti ogni giorno diversi. Il menù è anticipato da una grande lavagna vicino all’ingresso. A pranzo e a cena si gustano piatti originali e mai banali come ravioli cruditè alla barbabietola su letto di crema all’avocado, o trofie con carciofi e liquirizia, o ancora pansotti ai topinambour. Fra i secondi oltre a torte e a strudel di ortaggi, anche hamburger di quinoa o pescato fresco abbinato con le verdure dell’orto. Da segnalare i dolci e da gustare quelli vegani, squisiti anche senza grassi e uova. Ottimo rapporto qualità-prezzo, conto intorno a € 25.

Trattoria in Ciassa da Francesca

Passeggiando nei carugi di Albisola Superiore, avrete la sorpresa di trovare questa piccola trattoria, dalla simpatica insegna, dove potrete gustare un’ottima cucina ligure semplice e genuina. Qui si può assaggiare, il giovedì e il venerdì, la deliziosa farinata di grano, servita con formaggetta e olive, e la farinata di ceci, abbinata con moltissimi ingredienti, olive, cipolle, gorgonzola, ecc. Il menù completo di mezzogiorno viene proposto a 10 Euro, la sera si sceglie alla carta, con molti piatti di pesce, come il polpo in insalata o alla diavola, i particolari tagliolini al mirtillo con i gamberi, i tortelli di baccalà , la tagliata di tonno con i carciofi. Non solo pesce, Francesca,aiutata dalla mamma, prepara anche degli ottimi ravioli al pesto di noci, i tagliolini di borragine con il pesto, tutta pasta fresca fatta in casa. I dolci preparati dalla chef, sono deliziosi, come la meringata, o la sfogliata di mele o la panna cotta. Per una cena completa si spendono dai 20 ai 30 euro. La sala raccolta e luminosa, gli arredi in legno e i quadri di Dino Gambetta, zio di Francesca e pittore molto conosciuto nella zona, rendono l’ambiente molto confortevole, si consiglia di prenotare, soprattutto nel fine settimana.

Ristorante Scola

In una valle incantevole si trova questo ristorante a gestione familiare da tre generazioni: una garanzia di un’ottima cucina del territorio, con materie prime eccellenti. In ambiente elegante e curato, accoglienza sempre cordiale e professionale, che s’intreccia con l’esperienza di una cucina innovativa ma legata alla tradizione. Una grande sala con il caminetto, l’arredamento raffinato, rendono l’atmosfera piacevole; al primo piano si trovano 7 confortevoli camere per gli ospiti. Fausto, il titolare e chef, propone piatti originali e ben presentati, come il tiramisù salato servito come antipasto. In stagione piatti con funghi, abbinati al pesce e ricette particolari con asparagi e carciofi di Albenga. La moglie cura la sala, mentre il figlio Gabriele, sommelier simpatico e preparato, segue la ricca cantina con oltre 500 etichette. Il menù degustazione è proposto a € 45. L’affiatata brigata di cucina propone le intriganti rielaborazioni dei piatti dell’entroterra anche in servizio di catering. Se avete tempo, approfittatene per parlare con Fausto, da sempre impegnato a valorizzare la gastronomia e i prodotti del territorio non solo ai fornelli, ma anche in televisione e in giro per il Bel Paese. Scoprirete che non è solo un ottimo chef, ma anche un brillante conversatore.