Ristorante Fratelli Currado by Siragusa

L’emozione di un’ottima cucina e un servizio elegante in un ristorante ricavato all’interno di un frantoio dichiarato patrimonio dell’Unesco, ristrutturato curando tutti i dettagli come le macine originali, ancora funzionanti e l’arredamento in legno. Il giovane e bravo maitre Luca Siragusa ha riaperto il ristorante, rinnovando tutto dalla cucina alla cantina e dall’accoglienza al servizio all’italiana con cloche eseguito con grande eleganza. Il frantoio ha numerose sale, situate su piani diversi, e con dimensioni varie, adatte sia a momenti più intimi e riservati sia a momenti più conviviali. La cucina è di territorio con prodotti locali. Non una riproposizione della tradizione, ma una rivisitazione attenta: “il millefoglie di Borragine farcita al Coniglio” o il “Brandacujun servito nel cannolo al nero di Seppia” insieme al recupero di pesci dimenticati come l’Aringa affumicata, ne sono un esempio; in carta anche ottime carni come il “Carré di Agnello alle erbe aromatiche con crema di carote viola” o il “Filetto di Maialino croccante cotto a bassa temperatura con crema di borragine e lamponi disidratati”; pane e paste tutte fatte a mano in casa. Alla carta costo medio fra 40/50 €, menù degustazione, 5 portate a 45 euro escluso vini. L’ampio parcheggio privato esterno è un incentivo in più per una visita a questo locale.

Ristorante Moisello

Nel fondovalle della Valle Arroscia, Ranzo, si presenta molto verde con le coltivazioni di ulivo e vigna. Il ristorante ha un’antica tradizione che due fratelli, Ludovico in cucina e Federico in sala, hanno ripreso da circa tre anni. La cucina è improntata sui prodotti del territorio e sulla stagionalità. In sala Federico accoglie i clienti con garbo e gentilezza e sempre pronto a “raccontare” i piatti con un sorriso. L’ambiente è elegante e moderno, molto curato e ben arredato. Nel menù alla carta troviamo gli antipasti, da assaggiare i bocconcini alle verdure, fatti di erbe di stagione, morbidi e gustosi, con salsa di pomodoro con olive taggiasche, la cima alla genovese con panissa fritta e salsa verde, il paté di cinghiale oppure il carpaccio di polpo (da 8 a 9 euro). Tra i primi imperdibili i ravioli fatti in casa, con pinoli e timo o con il sugo di brasato (10 euro) oppure gli gnocchetti di castagne con la zucca e fontina (9 euro), e lo Zemin di ceci con puntine di maiale (8 euro). A seguire la specialità vera della casa è il coniglio con le olive e abbondante Pigato, come da ricetta della nonna, davvero squisito (10 euro), oppure il brasato all’Ormeasco con la polenta croccante (15 euro) o gli originali gamberoni in crosta di cocco (14 euro). Ottimi i dolci fatti in casa (7 euro). Buona scelta dei vini del territorio e non solo.

Boscobello Ristorante Pizzeria

Un ristorante raffinato nel verde di un parco a pochi passi dal centro e con un ampio parcheggio riservato. In questo mix sta il segreto del successo di questo locale, che regala sapori locali con un tocco di creatività dello chef Andrea, che non ama i riflettori e la pubblicità, ma riservato e attento alle esigenze dei clienti. Il menù è stagionale ed è sempre ricco e ricercato: sia di carne che di pesce con piatti vegetariani. In sala opera il figlio, Sotir, sommelier preparato e con le idee chiare, che ha selezionato etichette di pregio, non solo locali, ma vini con prezzi più contenuti, fra i quali un interessante rosso della casa. La selezione delle materie prime è accurata: il pesce arriva fresco dalla barca dello zio, le carni dalle migliori selezioni italiane e gli ortaggi a chilometro zero; ogni piatto è preparato al momento dallo chef e dal suo staff. Potrete scegliere tra antipasti di mare, insalate deliziose di calamari, polpo caramellato o il crudo; paste fatte in casa; carni di grande qualità in tagli pregiati cotti alla griglia e venduti a peso; il pescato del giorno al forno o in frittura e alla fine uno splendido carrello di dolci. Dal forno arrivano pizze e focacce gourmet. i prezzi hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, scegliendo alla carta il prezzo medio è di circa 30 euro per antipasto, portata principale e dessert, bevande escluse.

Agriturismo Rio Rocca

Un locale accogliente con due sale e trenta coperti. Arredamento rustico e piacevole con una bella stufa e una vetrata colorata, che nasconde la cucina. Alle pareti sono esposti i prodotti come le conserve, le verdure sottolio e sottaceto, l’olio e il vino, che si possono acquistare, anche quando il ristorante è chiuso, chiamando al telefono Donatello, il titolare che con grande simpatia e disponibilità, vi trasmetterà la sua grande passione per la terra: peperoni, pomodori, zucchine, la frutta per le tante e diverse marmellate, le olive e l’uva, e, sempre presente nel suo orto, la cipolla egiziana, ormai un must del ponente ligure e non solo. In cucina la moglie, instancabile prepara specialità della cucina ligure tradizionale con i prodotti dell’azienda contadina. Quindi piatti preparati solo con prodotti naturali, freschi e a km.0, cucinati con semplicità e passione e che deliziano per la loro genuinità e per il loro sapore. Il menù completo (ve lo consigliamo) a 30 Euro comprende 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi e il dolce, e si possono limitare le portate solo primi o secondi, spendendo 22 o 25 euro. Imperdibile la farinata con la cipolla egiziana, i frisceu, i ravioli e gli gnocchi, ed il sempre presente il coniglio alla ligure. Per finire i dolci della casa, e vini locali compreso un vino rosso con Ormeasco e Rossese prodotto da Donatello.

Garroccio Beach Restaurant

Splendida location per un locale raffinato ed elegante, ma con una impostazione giovanile e informale. Si gustano preparazioni creative con pesce freschissimo e prodotti di alta qualità, a pochi passi dal mare, in un ambiente arredato con molta cura. Il menù è orientato sul pescato locale e non solo, in stagione si possono gustare funghi e tartufi. Si parte con gli antipasti (dai 16 ai 22 euro) con l’imperdibile cappon magro alla ponentina oppure gli insoliti fiori di zucca farciti con il baccalà su vellutata di patate e funghi spugnole, sempre presenti le fantasie di crudo di mare, dalla trilogia di tartare al naturale al ceviche di ricciola con lime, mango e coriandolo(dai 20 ai 22 euro). Nei primi spiccano le golose “picagge” (tagliatelle fatte in casa con tre farine) con pesto e vongole e i paccheri con ragù di polpo e olive taggiasche oppure gli gnocchi con scampi e pesto di melanzane. (dai 18 ai 20 euro). Come secondi si assaggia il pescato del giorno con le verdure di stagione o il millefoglie di baccalà gratinato. Sempre presenti anche secondi di carne, come la lombata di vitello con salsa al caffè e pere caramellate. (dai 20 ai 25 euro). Ottimi i dolci come le squisite le pesche ripiene con amaretto e rosolio, e la cassata siciliana rivisitata. Interessante carta dei vini con etichette locali, nazionali e bollicine delle vicine terre francesi.

La Crota

Nella zona centrale di Mondovì, una piccola insegna segnala la presenza del ristorante, dal nome la “crota”, che in piemontese indica la cantina. Le volte ampie, l’arredamento moderno con accostamenti di legno e pietra, i quadri dai toni caldi, creano un ambiente piacevolmente accogliente. In sala opera Alessandra, gentile e garbata, mentre il marito Daniele, chef raffinato e preparato, si dedica ai fornelli. Insieme, con grande passione e professionalità, propongono una cucina creativa con ingredienti del territorio senza nascondere le origini liguri. L’impronta ligure, rappresentata dalle erbe aromatiche, l’immancabile pesto, le focacce, gli ortaggi e il pesce, si mescola con i prodotti del territorio. In carta troviamo il delizioso fagottino croccante al sesamo con pere e bra tenero (8€) e il baccalà mantecato con olio Evo con salsa verde e panizza fritta (10€), Tra i primi gnocchi di patate al cacao, crema di grana e pepe nero (9€), ravioloni di ricotta e limone con gamberi rossi, pomodorini e maggiorana (14€) o le autentiche trenette al pesto con patate e fagiolini (9€). Poi troviamo il gustoso stracotto di vitello al latte e nocciole con tortino di patate alle erbette (15€) e i bocconcini di coniglio con olive e pinoli (14€), ma anche piatti di pesce come il filetto di spigola in crosta di capperi (16€) e le acciughe impanate e fritte (12€). Si conclude dolci fatti in casa come il cremoso alla rosa e cioccolato bianco o il cheesecake con salsa di lamponi e biscotto alle arachidi (6€). Cantina con buona scelta di vini locali, serviti anche a calice.

Ristorante Tromlin

Una delle poche vere trattorie “fuori porta” rimaste a Torino. Aperta da Bartolomeo Del Mastro detto “Tromlin” nel 1961 in occasione di “Italia ‘61” si trova a Cavoretto nella prima collina. E’ stata la prima trattoria ad adottare un menù a prezzo fisso, che conserva ancora oggi con la gestione della nipote Antonella e della socia Tiziana, una vita passata fra tavoli e fornelli di questo accogliente locale. Una trentina di posti in un ambiente piacevolmente tipico con tovaglie a quadrettoni bianchi e rossi, dove capirete subito che non si viene per consumare un pasto veloce. Qui si passa la serata e spesso e volentieri esce fuori una chitarra e si viene coinvolti in cantate collettive. Inizierete con un pinzimonio di verdure, una stupenda corona di salamini da cui servirsi a volontà, le frittatine alle erbette e la terrina di formaggio fresco. Potrete poi assaggiare polenta concia e finocchi gratinati, per poi passare alle classiche tagliatelle al ragù. Fra i secondi non mancherà il classico coniglio al forno, il vero cavallo di battaglia della casa, con insalata di stagione; a seguire un assaggio di arrostino di maiale al vino rosso con verdure passate in padella. Per concludere le originali frittelle di mele presenti da sempre nel menù, che verrà accompagnato da Barbera Piemonte D.o.c., caffè e digestivi il tutto a prezzo fisso di 38 euro.

Giardino Ristorante Veg

Ristorante vegetariano e vegano con salde radici nella tradizione gastronomica italiana, aperto da pochi anni da Maria Zingarelli bravissima chef, che dopo un’importante esperienza maturata in cucine stellate è approdata ad una cucina vegetariana, intrecciando le sue radici pugliesi con quelle piemontesi. Non un locale di moda e neppure un rifugio per irriducibili e settari vegani, ma adatto a tutti. La cucina è circolare: in tavola rispetto, attenzione e non spreco. Di un alimento si utilizza tutto con armonia ed equilibrio. L’ambiente è moderno e l’arredamento studiato per regalare un’atmosfera serena e rilassata. La filosofia è semplice: preparazioni a impatto zero, adatte a tutti i palati, con piatti per celiaci, allergici e specialità a misura di bambino. A pranzo un menù colorato e originale nella “Ciotola” al costo di 11 euro; a cena una carta con piatti pronti offerti in versione sia vegana sia vegetariana, coniugando la cucina italo-piemontese con quella etnica: la cisra di ceci accanto al cous cous, un gustoso e delizioso festival di fiori, legumi, cacao e ortaggi. Tutti gli ingredienti, compresi i fiori eduli, arrivano da produttori del territorio, passando attraverso una filiera controllata e rispettosa della natura e dei suoi cicli, e utilizzati secondo le regole dell’economia circolare, cioè utilizzando tutto e non gettando nulla.

Ristorante Cornoler

Aperto nel 2018 un locale elegante, moderno e arredato con gusto. Il titolare, un simpatico friulano innamorato di Torino, ha sviluppato qui la sua idea di accoglienza e ospitalità. Appena entrati vi sentirete come a casa: 25 coperti con tavoli ben distanziati e suddivisi in due salette, e alle pareti i quadri d’autore che danno vita ad un interessante intreccio arte e cucina. In cucina un giovane chef, di origine napoletane ma con un lungo percorso professionale, che ora ha finalmente un posto tutto suo dove poter realizzare la sua idea di cucina sincera, utilizzando prodotti del territorio e rispettando la stagionalità. In carta tre piatti per ogni portata dall’antipasto al dolce. Semplicità anche nel numero degli ingredienti e negli abbinamenti originali, ma senza esagerazioni. Tra gli antipasti: Triglia, mais e salsa dashi e Tarte-tatin di porri e foie gras. Fra i primi ottima la Pasta mista, ceci e vongole veraci, un omaggio alla cucina degli avanzi. Fra i secondi l’Anatra, broccoli e scampo e il Baccalà con le puntarelle rappresentano bene il mix tra la sua terra d’origine e quella piemontese. Dolci sono fantasiosi come il “carota, zenzero e olivello spinoso”. La carta dei vini è importante e con ampia possibilità di scelta. Il costo medio di un pasto e intorno ai 50 euro escluso i vini.

La Cantina dell’Archivolto

L’Osteria dell’Archivolto aperta nel 1999 dai fratelli Papalia offre un’ottima cucina piemontese in un’atmosfera familiare. Dal 2018 è stata aperta la “Cantina” affidata a un maître e sommelier giovane, ma esperto, Orilia Luca, prima maître hotel del Miramare di Sanremo 5 stelle L, e prima ancora, second maître di Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo. La cucina in comune con l’osteria permette alla cantina di proporsi come un bistrot di classe, accompagnando il vino con autentiche leccornie. I vini ovviamente dominano la scena con oltre 1500 etichette esposte nelle sale, moderne e eleganti. Grazie al sistema “Coravin”, potete gustare calici di diverse etichette importanti senza essere obbligati all’acquisto della bottiglia intera. I piatti della carta cambiano, seguendo la stagionalità. I piattini, come tapas spagnole, sono raffinate: di carne, come mini battuta di Fassona con spuma di Roccaverano o scaloppa al foie gras con tartufo nero caramellato; di pesce, ostriche, acciughe ripiene, cocktail di gamberi croccanti o le frittelle di baccalà. Per vegetariani proposte con le verdure dell’orto. Il pane è fatto in casa, come grissini, pan brioche e focaccia ed i dolci. Il servizio è sempre perfetto. I vini in carta coprono tutte le categorie di prezzo e la politica scelta dal locale punta a mantenere prezzi ragionevoli e in corretto rapporto con la qualità.