La cucina ciocheciò in giro per il mondo

. In libreria dal 22 novembre il libro “La staffetta della cucina ciocheciò” con ricette e storie da tutto il mondo con la prefazione di Benedetta Rossi.

Non solo ricette

 Settantanove appassionati di cucina e del territorio, provenienti da 4 continenti diversi e in rappresentanza di 15 nazioni hanno contribuito a questa pubblicazione originale e creativa. Nel libro non solo ricette preparate con quello che si trova in dispensa o con gli avanzi, l’essenza della cucina “ciocheciò”, ma anche l’idea di una forma alternativa di turismo relazionale e sostenibile.

Benedetta Rossi in un disegno di Tiziano Riverso

 

Ad ogni giro di pagina troverete una foto, una storia, un ricordo, un piatto, un’immagine ed una ricetta, facilmente realizzabile anche da non provetti chef. Quasi 80 ricette, settantasette per la precisione, in 196 pagine a colori con la prefazione straordinaria di Benedetta Rossi, che ha condiviso lo spirito dell’iniziativa e di una filosofia che è alla base anche della sua attività di blogger di grande successo.

“Dietro un piatto o una ricetta

ci sono delle persone, c’è tutto un mondo, una storia, un territorio che avevamo dimenticato” scrive Benedetta Rossi nella prefazione. Il coordinamento della pubblicazione è stato curato da Roberto Ferretti, Anna Monaldi, Yoko Moryama, Claudio Porchia e Marisa Saggiotto, Le ricette sono introdotte da testi dei coordinatori del gruppo con le preziose illustrazioni del cartoonist Tiziano Riverso.

disegno di Tiziano Riverso

 Un libro figlio del Lockdown

L’emergenza sanitaria e l’esperienza del confinamento a casa hanno confermato che la cucina e il cibo rappresentano uno straordinario momento di aggregazione. Nel web durante il lockdown sono nate diverse community, dove chef e appassionati di cucina hanno condiviso interessanti momenti di confronto, lezioni di cucina e di divertimento, riscoprendo antiche tradizioni popolari. Ciò che ha stupito di questa grande vivacità, che si è espressa soprattutto attraverso i canali social, è stato il carattere internazionale dei partecipanti, tutti accomunati dalla passione per la cucina e dalla voglia di condividere foto, video e ricette.

disegno di Tiziano Riverso

La cucina ciocheciò

Molte di queste iniziative si sono concluse con la fine dell’isolamento, mentre altre non si sono fermate e hanno proseguito e sviluppato ulteriormente la comunità. Fra queste ultime merita una segnalazione la rete della “Staffetta della Cucina Ciocheciò”, che si appresta a dare alle stampe il libro, che racchiude tutto il lavoro svolto durante il primo lockdown. Un gruppo non aperto a tutti, ma riservato agli amanti di un turismo basato sulla relazione, che favorisce l’incontro tra chi ama ospitare offrendo cose semplici, ma ugualmente interessanti, ed accompagnando le persone alla scoperta di ricette nuove, genuine, autentiche.

disegno di Tiziano Riverso

Un’esperienza internazionale

Un gruppo che ha registrato una presenza di partecipanti in tutti i continenti ed ha quindi nel suo DNA una spiccata vocazione internazionale. Partita il primo maggio, la staffetta è terminata a fine giugno. Ogni partecipante, invitato da un altro che aveva già aderito alla staffetta, ha presentato un racconto, un ricordo accompagnato da una ricetta creata con ciò che si ha in casa, in pieno stile “Ciocheciò”. In questo modo il gruppo è riuscito a coinvolgere migliaia di persone e recuperato piatti e tradizioni perdute nel tempo.

disegno di Tiziano Riverso

Una cucina semplice e sostenibile contro il Covid-19

Una esperienza unica di cucina “Ciocheciò”, che il libro vuole ora rendere disponibile per un pubblico più ampio. Una cucina semplice, sostenibile, genuina e salutare, che utilizza prodotti locali, freschi e stagionali. Contro gli sprechi ed in grado di favorire la relazione e la socializzazione tra i membri della famiglia e della comunità. Una cucina comune in tutto il mondo, sia pure nella diversità dei prodotti impiegati e nelle differenti modalità di preparazione. In grado di unire persone di diversa cultura e provenienza geografica. Una filosofia di cucina che rappresenta una concreta risposta alle problematiche ambientali ed economiche sollevate dall’emergenza legata al Covid-19.

 

 

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