Officine del Cibo

Un locale, che merita una sosta mettendo in conto anche di uscire dal vicino casello autostradale. Giacomo Devoto offre una cucina tradizionale ligure con piatti riscoperti e rivistati in chiave gourmet, ma con semplicità e genuinità. Le sale interne sono ampie e luminose, con un arredamento moderno, semplice e con i prodotti del territorio in evidenza sugli scaffali. I piatti sono il frutto di una accurata ricerca delle materie prime, sempre di alto livello a partire dalle acciughe, il pescato del giorno, le carni e le verdure provenienti da numerosi presidi Slow Food della zona. Le paste fatte a mano della tradizione ligure, come i “Crosetti”. Da provare le acciughe di Monterosso marinate, le lattughine ripiene, i muscoli ripieni rielaborati con un tocco di modernità; fra le carni: il coniglio alla ligure e la cima ripiena, che, potete assaporare nella sua geniale versione. Ottimi anche i dolci. Il personale, gentile e sorridente, vi aiut a scegliere i piatti e le bevande. Cantina interessante con vini naturali rifermentati in bottiglia e birre artigianali; lasciatevi tentare dalle proposte di abbinamenti intriganti come quello delle bollicine con la pizza. I prezzi della pizzeria variano dai 7 ai 16 euro; contenuti ed equilibrati i prezzi della cucina con piatti fra i 9 e 15 euro e una media per un pasto di circa 30 euro.

Pignatta Rossa Artrattoria

Passeggiando per Albissola Marina l’Arte la si respira in ogni angolo, dal Lungomare degli Artisti alle gallerie degli scultori e dei pittori che troviamo in ogni via. In un carruggio poco distante dal mare e dall’Aurelia si trova questo locale piccolo, ma incantevole. Sulle pareti quadri e sculture di artisti locali, come Giacomo, marito di Tiziana, la chef dell’Artrattoria, che ha disegnato i tavoli, dedicandoli a grandi pittori. Una gestione tutta al femminile sia in sala che in cucina, che accoglie i clienti con un sorriso e li conquista con i piatti squisiti e originali di Tiziana. Il menù cambia ogni mese perchè è ispirato ai prodotti di stagione e dal pescato locale, sempre fresco. Nel periodo autunnale si inizia con il tonno tataki con crema di biete e miele, o la polpa di zucca e mandorle o i totanetti scottati con le verdure di stagione (da assaggiare). Nei primi da gustare la squisita carbonara di pesce, la specialità di Tiziana, oppure i ravioloni al salmone profumati all’arancia con ricotta salata. Si prosegue con le polpettine di baccalà con le zucchine o la zuppetta di scorfano. Sempre presenti i piatti di carne come il roast-beef di cervo e la rollata di coniglio con nocciole e polenta taragna. Ottima scelta anche nei dolci della casa. Curata la carta dei vini con interessanti proposte.

Da Gin

Siamo in Val Pennavaire, un’oasi di verde e tranquillità, che induce a una cucina basata su prodotti a KM 0, con gli ortaggi coltivati nell’orto di famiglia e le erbe raccolte nelle vicine campagne. Il menù è rigorosamente stagionale ed accompagnato da un olio ricavato con fatica dalle ripide terrazze che separano il ristorante dalla frazione Colletta, inserita con merito tra i Borghi più belli d’Italia. La chef porta il nome di un fiore, Rosa, ed è simpatica e competente. Dopo aver inserito piatti vegetariani e vegani nella cucina tradizionale dell’entroterra, si è ora lanciata con originalità nella cucina con i fiori. Non stiamo parlando di chi mette dei petali sui piatti come ornamento della preparazione, ma di chi usa i fiori come ingrediente del piatto esaltandone sapore e profumo. Rosa conosce i giusti tempi di lavorazione, la quantità corretta di prodotto da utilizzare e gli opportuni abbinamenti. Potete scegliere piatti alla carta o il menù degustazione, che varia spesso in funzione della stagione e della disponibilità dei prodotti. Inoltre spesso organizza interessanti serate a tema, con piatti raffinati e leggeri. Eccovi qualche suggestione: l’Asparago violetto con maionese vegana di viole; gnocchi di patate abbinati ad un pesto di nasturzio; zucchine ripiene con calendula e geranio. In sala opera il marito Marino, che cura la cantina,con le migliori selezioni della produzione ligure.Dispone anche dotato di 8 camere eleganti e un giardino.

Osteria La Briga

Pur trovandosi nel comune di Finale Ligure l’Osteria La Briga è immersa nel verde dell’altopiano delle Manie, un’atmosfera agreste dove in estate si può godere del fresco, lontano dalle spiagge e dai rumori della costa. All’esterno i tavoli e le panche in legno, sotto agli alberi, tra gli oggetti in ferro battuto e paglia, illuminati dalle piccole luci, rendono l’ambiente estremamente piacevole, e rilassante. Il menù propone piatti tipici semplici e genuini, con ingredienti di ottima qualità, orientato soprattutto sulla carne, ma con proposte anche di verdure. Nell’antipasto misto troviamo il classico vitello tonnato, le torte di verdure, l’insalata russa, ecc. (14 euro). Le paste fatte in casa sono tutte da assaggiare, come i gnocchi al pesto, i ravioli agli aromi o con il ragù di coniglio (dai 9 ai 12 euro), squisite anche le zuppe e il minestrone alla ligure (8 euro).Nei secondi predomina la grigliata con vari tipi di carne (il coniglio, il galletto, l’agnello, ecc) dai 17 ai 21 euro, accompagnata dalle verdure arrostite. Ottimi i dolci fatti in casa. Buona scelta di vini, soprattutto del territorio, e ampia scelta di birre artigianali. Sosta ideale anche per merende e aperitivi, e per pranzi veloci. In stagione si gustano tartufi e funghi. Personale giovane e competente, sia in cucina che in sala, rendono confortevole la sosta, con simpatia e gentilezza.

Vino e Farinata

Locale storico nel centro della città, dove gustare una farinata davvero speciale: quella di grano o bianca, com’è chiamata da queste parti. Preparata nei “testi” di rame stagnato, nel forno a legna, si mangia solo a Savona e in altri pochi locali ad Albissola, a pochi chilometri, introvabile in qualunque altro luogo della Riviera di ponente e di levante. La farinata bianca si gusta rigorosamente con la formaggetta (formaggio fresco di capra) e le olive nostrane nere. Servita anche quella di ceci, preparata con molti ingredienti, oltre alle olive, anche con la gorgonzola, il rosmarino, i gianchetti, le cipolline. In Via Pia si possono gustare i primi come le zuppe di legumi o di pesce (4 o 8 euro), i ravioli di borragine (8 euro) e i gnocchi al pesto (7 euro), tra i secondi le tipiche acciughe ripiene (8 euro), le insalate di mare (9 euro), e i frisceu di orata (7 euro). Non solo pesce ma anche piatti dell’entroterra ligure come le verdure ripiene, la torte di erbette, carciofi, e prescinseua (cagliata) di tradizione genovese (8 euro), e pietanze a base di carne. Per finire dolci della casa, come il budino al cioccolato (ricetta della nonna) e le pere cotte al forno (tutti a 4 euro). Prezzi contenuti e atmosfera rilassata da vera trattoria, ne fanno un luogo molto frequentato dai savonesi e dai turisti che vogliono assaggiare le specialità del posto, ben cucinate e genuine.

Paolo e Barbara

Paolo Masieri si definisce il “cuoco-contadino” perché ciò che si gusta nel suo ristorante, dalla verdura alla frutta, l’olio e le uova, proviene quasi esclusivamente dagli orti di Castelvittorio e di Ospedaletti che lo chef cura personalmente. Ogni ingrediente è selezionato in base alla qualità e alla stagione, preparato in modo impeccabile e creativo con il risultato di offrire un percorso gustativo emozionante e squisito. Nei vari menù proposti, come le suggestioni di autunno, che varia ad ogni stagione, a 110 Euro, e quello orto e mare, che cambia ogni mese, a 78 Euro, si ha la possibilità di assaggiare piatti come la crema di zucca e zenzero con gamberi gobbetti marinati e tartufo nero scorzone, il polpetto in olio cottura con aglio confit, parmantier di patate varietà antica, il gambero di Sanremo cotto al vapore di sale, alghe, cavolo pakchoi e mandarino, il plin al preboggion, cannolicchi, infusione di aglio, prezzemolo e lime, lo SpaghettOro Verrigni con la nostra bottarga e vongole, in un’esaltazione di sapori che si fondono mantenendo ognuno la propria personalità. Più che meritata la prestigiosa stella Michelin che da 30 anni riconosce la grande professionalità di Paolo Masieri, che sta trasmettendo i suoi saperi al figlio Lorenzo che continuerà la tradizione. Il locale si trova nella via centrale della città, in due sale raccolte ed eleganti, dall’arredamento molto curato, l’accoglienza è garantita da Barbara, che con gentilezza e professionalità vi aiuterà nella scelta dei piatti e dei vini da abbinare ai menù.

Ristorante Moisello

Nel fondovalle della Valle Arroscia, Ranzo, si presenta molto verde con le coltivazioni di ulivo e vigna. Il ristorante ha un’antica tradizione che due fratelli, Ludovico in cucina e Federico in sala, hanno ripreso da circa tre anni. La cucina è improntata sui prodotti del territorio e sulla stagionalità. In sala Federico accoglie i clienti con garbo e gentilezza e sempre pronto a “raccontare” i piatti con un sorriso. L’ambiente è elegante e moderno, molto curato e ben arredato. Nel menù alla carta troviamo gli antipasti, da assaggiare i bocconcini alle verdure, fatti di erbe di stagione, morbidi e gustosi, con salsa di pomodoro con olive taggiasche, la cima alla genovese con panissa fritta e salsa verde, il paté di cinghiale oppure il carpaccio di polpo (da 8 a 9 euro). Tra i primi imperdibili i ravioli fatti in casa, con pinoli e timo o con il sugo di brasato (10 euro) oppure gli gnocchetti di castagne con la zucca e fontina (9 euro), e lo Zemin di ceci con puntine di maiale (8 euro). A seguire la specialità vera della casa è il coniglio con le olive e abbondante Pigato, come da ricetta della nonna, davvero squisito (10 euro), oppure il brasato all’Ormeasco con la polenta croccante (15 euro) o gli originali gamberoni in crosta di cocco (14 euro). Ottimi i dolci fatti in casa (7 euro). Buona scelta dei vini del territorio e non solo.

Agriturismo Rio Rocca

Un locale accogliente con due sale e trenta coperti. Arredamento rustico e piacevole con una bella stufa e una vetrata colorata, che nasconde la cucina. Alle pareti sono esposti i prodotti come le conserve, le verdure sottolio e sottaceto, l’olio e il vino, che si possono acquistare, anche quando il ristorante è chiuso, chiamando al telefono Donatello, il titolare che con grande simpatia e disponibilità, vi trasmetterà la sua grande passione per la terra: peperoni, pomodori, zucchine, la frutta per le tante e diverse marmellate, le olive e l’uva, e, sempre presente nel suo orto, la cipolla egiziana, ormai un must del ponente ligure e non solo. In cucina la moglie, instancabile prepara specialità della cucina ligure tradizionale con i prodotti dell’azienda contadina. Quindi piatti preparati solo con prodotti naturali, freschi e a km.0, cucinati con semplicità e passione e che deliziano per la loro genuinità e per il loro sapore. Il menù completo (ve lo consigliamo) a 30 Euro comprende 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi e il dolce, e si possono limitare le portate solo primi o secondi, spendendo 22 o 25 euro. Imperdibile la farinata con la cipolla egiziana, i frisceu, i ravioli e gli gnocchi, ed il sempre presente il coniglio alla ligure. Per finire i dolci della casa, e vini locali compreso un vino rosso con Ormeasco e Rossese prodotto da Donatello.

Le Teste di Rapa

Passeggiando nel centro storico di Asti si incontra un ristorante dal nome insolito, dove un ambiente luminoso e accogliente con un arredamento in stile shabby, rende piacevole sia la pausa pranzo, che la cena con amici o in coppia. La cucina è davvero sincera e creativa e i piatti sono preparati con attenzione e serviti con garbo e gentilezza. Tutto al femminile lo staff del locale, che vanta già una buona clientela affezionata. Il menù cambia ogni mese e offre preparazioni gustose legate alla stagionalità, accontenta ogni gusto ed esigenza. Accanto a piatti tradizionali troviamo proposte creative e originali, negli antipasti (dai 9 ai 12,5 euro) ad esempio è da provare Violet, flan di cavolo viola, fonduta di brie, granella di pistacchi e pane croccante, o l’uovo a 65°con crema di taleggio, chutney di pere e cannella, noci tostate e pere disidratate. Nei primi (dai 9 ai 11,5 euro) tra gli altri ci sono i deliziosi ravioli di zucca e amaretti o la zuppa di lenticchie e calamari. Interessante la proposta del sushi piemontese, curioso intreccio di sapori che vale la pena di assaggiare. Nei secondi ogni giorno si può scegliere carne o pesce (dai 15 ai 21 euro) come il chili di carne o il salmone in crosta, sempre accompagnati dal contorno di stagione. I dolci preparati con passione dalla chef sono tutti invitanti come la Nuance, tre mousse al torrone, alla nocciola e al cioccolato con crumble di nocciola e mirtilli freschi, oppure la crema tiramisù al pistacchio, crumble di savoiardo, crema al caffè. Carta dei vini selezionata con proposte del territorio.

Giardino Ristorante Veg

Ristorante vegetariano e vegano con salde radici nella tradizione gastronomica italiana, aperto da pochi anni da Maria Zingarelli, bravissima chef che, dopo un’importante esperienza maturata in cucine stellate è approdata ad una cucina vegetariana, intrecciando le sue radici pugliesi con quelle piemontesi. Non è un locale di moda e neppure un rifugio per irriducibili e settari vegani, ma adatto a tutti. La cucina è circolare: in tavola rispetto, attenzione e non spreco. Di un alimento si utilizza tutto con armonia ed equilibrio. L’ambiente è moderno e l’arredamento studiato per regalare un’atmosfera serena e rilassata. La filosofia è semplice: preparazioni a impatto zero, adatte a tutti i palati, con piatti per celiaci, allergici e specialità a misura di bambino. A pranzo un menù colorato e originale nella “Ciotola” al costo di 11 euro; a cena una carta con piatti pronti offerti in versione sia vegana sia vegetariana, coniugando la cucina italo-piemontese con quella etnica: la cisrà di ceci accanto al cous cous, un gustoso e delizioso festival di fiori, legumi, cacao e ortaggi. Tutti gli ingredienti, compresi i fiori eduli, arrivano da produttori del territorio, passando attraverso una filiera controllata e rispettosa della natura e dei suoi cicli, e utilizzati secondo le regole dell’economia circolare, cioè utilizzando tutto e non gettando nulla.