Trattoria da Bianca

Arnasco è un delizioso paesino adagiato su dolci colline, che producono la “pignola”, un’oliva con un leggero gusto di pinolo da cui si ricava un olio giustamente rinomato. In questo storico locale si viene soprattutto per assaggiare i mitici ravioli, che ogni giorno Marica e la figlia Sonia preparano con erbette e borragine e servono al sugo, o al burro e salvia, oppure anche semplicemente al naturale, appena scolati. Il menù è sempre uguale, una garanzia di continuità in questo locale gestito da tre generazioni dalla stessa famiglia dagli anni ‘70. L’ambiente è casalingo, senza fronzoli, accogliente e pulito. Si mangia quello che è proposto a voce, senza carta o lavagnetta, i piatti seguono la stagionalità e le verdure sono a “metro zero”, arrivano dall’orto di fronte al ristorante. Si comincia con 8 antipasti tra cui salumi, cipolline, insalata di fagioli, torte di verdura, peperoni, bruschette, carciofi pastellati o fiori di zucca. Fra i primi ravioli, tortellini o tagliatelle, tutte fatte in casa. Fra i secondi coniglio alla ligure con olive e pinoli, roast-beef e lumache. Dolci maison: tiramisù, panna cotta, le crostate di frutta, le torte di mele. Vini locali, rossi e bianchi compresi nel prezzo del menù di € 25. Nel week-end conviene prenotare e si capisce il perché.

Ristorante Quintilio

Il Ristorante Quintilio è una garanzia di qualità e del ben mangiare dal lontano 1889, sul confine tra Piemonte e Liguria. Luca e Lorena hanno continuato un percorso di grande tradizione del ristorante di famiglia. L’interno del ristorante è molto curato ed elegante, è diviso in tre sale, la grande sala più classica, con collezioni di vasi antichi in vetro, c’è l’enoteca, vanto di Lorena, competente sommelier, dove si è circondati da una collezione di più di 500 etichette e un’altra saletta, più raccolta, con libri rari e oggetti preziosi. La cucina si basa su prodotti di altissima qualità, nel rispetto della stagionalità, come i preziosi tartufi, raccolti nelle zone vicine, e i funghi in ricette classiche ed anche innovative. L’amuse-bouche è un assaggio di torta di riso, vera delizia, seguiti dal pane, la focaccia e i grissini, fatti in casa. Il menù degustazione è composto di 4 portate a 45 euro e vi soddisferà pienamente. Tra gli antipasti citiamo l’uovo pochè con spuma di parmigiano e fondo bruno con o senza tartufo, una raffinata terrina di foie gras d’anatra, marinata al sauternes.Tra i primi gli imperdibili ravioli al plin o gli squisiti gnocchi con le patate di Calizzano con fonduta e tartufo nero. Tra i secondi provate le trippe con fagiolane, o il classico brasato al barolo. Dolci squisiti,come il tortino di mele con il gelato alla crema della casa. Cantina ben fornita con le migliori etichette del territorio.

Antica Osteria La Sosta

ll centro storico di Laigueglia è una bomboniera che, al suo interno, custodisce altre piccole bomboniere. Una di queste è l’Antica Osteria la Sosta, gestita con grande abilità dalla chef Stefania Alberti, mentre la sala è curata dal marito Daniele Ziliani, restauratore di professione, che ha “firmato” l’arredamento con diversi pezzi davvero interessanti. La coppia ha aperto il ristorante nel 2004, ma dopo una pausa di alcuni anni per seguire il loro primo figlio, da un anno, sono tornati alla guida del locale. L’atmosfera è calda, Daniele premuroso senza essere invadente, ma è dalla cucina (antipasti e primi a 12 euro, secondi tra i 12 e i 18, ma in media sui 15, dolci a 6 euro, porzioni adeguate) che arrivano le sorprese più piacevoli. Stefania è un’ autodidatta, ma ha seguito una serie impressionante di corsi che l’hanno formata come chef, molto apprezzata sia da Gualtiero Marchesi che da Silvio Torre, il primo monumento in cucina, il secondo monumento per la divulgazione enogastronomica. Il menù è territoriale, acciughe, stoccafisso, pescato del giorno (ma anche coniglio e fassona), ma declinato con fantasia e sapienza e condito con ottimo extravergine. Da non perdere la terrina di coniglio con albicocche di Valleggia (in stagione) e bietole, gli gnocchi al baccalà e funghi, i “previ”, le lattughe ripiene della tradizione. Buona, con ricarichi corretti, la carta dei vini a prevalenza rivierasca.

Ristorante Pinocchio

È dal 1980 che Sara e Nino, dopo aver maturato una grande esperienza nella ristorazione, hanno proposto nella verde val Lerrone una cucina di territorio anche per i palati più esigenti. I loro piatti sono molto graditi sia dalla clientela italiana che straniera, perché preparati sempre con prodotti di qualità a km. 0 e intrecciando le tradizioni liguri e piemontesi. Si comincia con le verdure dell’orto in pinzimonio con l’olio profumato di olive taggiasche, i patè di olive e di pomodorini secchi, accompagnati dai salami d’asino, di maiale e piccanti calabresi. Numerosi gli antipasti caldi e freddi, sia di pesce che di carne e di formaggio, come i tomini di capra serviti con la marmellata di peperoni, la carne salata, il polpo cotto a vapore e le gustosissime frittelle di rossetti. Fra i primi, oltre agli insuperabili ravioli con la borragine, gnocchi e tagliatelle, tutto fatto a mano e con sughi di stagione. I secondi robusti: grigliate di carne, roast-beef e arrosti e con la scelta di un secondo di pesce come l’orata o il salmone. Dolci preparati dagli abili pasticceri come le crostate di frutta, gli speciali tiramisù, e i deliziosi semifreddi e i budini. Ottimo rapporto qualità–prezzo, menù degustazione a 30 euro vino della casa incluso. Possibilità di soggiorno nell’agriturismo. Consigliata la prenotazione.

Ristorante “Sassello dal 1983”

Il comune di Sassello si trova nell’entroterra di Savona, a circa 350 metri sul livello del mare, a 20 km. dalle spiagge di Albisola, dal 1999 è stato insignito della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico-ambientale. Luogo di piacevoli e rilassanti passeggiate, anche a cavallo, nei boschi che circondano il paese, da visitare anche il centro storico. La struttura dell’albergo Pian del Sole, a pochi minuti dal centro del paese, offre un soggiorno piacevole e rilassante, al suo interno si trova il ristorante “Da Ivano” dove si gusta, dal 1976 la cucina schietta e genuina dello chef Ivano Ravera, ispirata alla tradizione ligure e piemontese. Particolarmente curata la ricerca dei prodotti, molti a km. 0, come la farina macinata a pietra nel mulino di Sassello, così come la carne locale macellata nel paese, le verdure coltivate negli orti dai contadini locali. Con questi ingredienti di ottima qualità lo chef prepara le paste fresche, i ravioli, i pansotti, e tutte le specialità della casa. In stagione i deliziosi funghi e la selvaggina. Particolare cura riservata ai dolci con le marmellate fatte in casa, i sorbetti alla frutta, e gli immancabili “amaretti” che hanno reso giustamente famoso il paese di Sassello. Servizio professionale e gentile. Ottimo rapporto qualità prezzo.

Ristorante Il Sogno

La nuova posizione del locale nel centro di Finale riscuote molto successo, le sale del ristorante sono molto luminose, l’arredamento molto curato ed elegante.Lo chef e proprietario Timi ha realizzato qui il suo sogno, offrire ai clienti dell’ottimo pesce di cattura sempre freschissimo, cucinato con passione. Il menù degustazione a 35 euro è composto da un antipasto, la passatina di ceci al rosmarino e code di gamberi fritti, seguiti dai tagliolini di pasta fresca tagliati al coltello, sughetto di branzino e verdure saltate, a seguire il pescato del giorno al forno con patate e olive taggiasche, e carciofi nostrani, e si conclude con il delizioso sorbetto alle clementine e vodka. Alla carta si può scegliere la tartare di palamita, salsa di soia, insalatina di finocchi e arance pernambucco o il tortino caldo di pasta brisè ai topinambur e crema di mozzarella di bufala. Tra i primi citiamo i doppi ravioli ripieni di pesce e carciofi, sughetto di triglie e broccoletti o i mezzi paccheri ai gamberoni viola di Sanremo. Nei secondi da assaggiare i calamari veraci alla piastra con crema di sedano rapa oppure le squisite costolette d’agnello in crosta di nocciole cotte al forno. I dolci, tutti fatti in casa, sono interessanti, come il semifreddo alle nocciole, ganache al fondente, cristalli di sale e terra al cioccolato. Ampia scelta di vini con etichette di alta qualità e accurata selezione di champagne.

Trattoria in Ciassa da Francesca

Passeggiando nei carugi di Albisola Superiore, avrete la sorpresa di trovare questa piccola trattoria, dalla simpatica insegna, dove potrete gustare un’ottima cucina ligure semplice e genuina. Qui si può assaggiare, il giovedì e il venerdì, la deliziosa farinata di grano, servita con formaggetta e olive, e la farinata di ceci, abbinata con moltissimi ingredienti, olive, cipolle, gorgonzola, ecc. Il menù completo di mezzogiorno viene proposto a 10 €. La sera si sceglie alla carta, con molti piatti di pesce, come il polpo in insalata o alla diavola, i particolari tagliolini al mirtillo con i gamberi, i tortelli di baccalà, la tagliata di tonno con i carciofi. Non solo pesce, Francesca, aiutata dalla mamma, prepara anche degli ottimi ravioli al pesto di noci, i tagliolini di borragine con il pesto, tutta pasta fresca fatta in casa. I dolci preparati dalla chef, sono deliziosi, come la meringata, o la sfogliata di mele o la panna cotta. Per una cena completa si spendono dai 20 ai 30 euro. La sala raccolta e luminosa, gli arredi in legno e i quadri di Dino Gambetta, zio di Francesca e pittore molto conosciuto nella zona, rendono l’ambiente molto confortevole, si consiglia di prenotare, soprattutto nel fine settimana.

Ristorante Scola

In una valle incantevole si trova questo ristorante a gestione familiare da tre generazioni: una garanzia di un’ottima cucina del territorio, con materie prime eccellenti. In ambiente elegante e curato, accoglienza sempre cordiale e professionale, che s’intreccia con l’esperienza di una cucina innovativa ma legata alla tradizione. Una grande sala con il caminetto, l’arredamento raffinato, rendono l’atmosfera piacevole; al primo piano si trovano 7 confortevoli camere per gli ospiti. Fausto, il titolare e chef, propone piatti originali e ben presentati, come il tiramisù salato servito come antipasto. In stagione piatti con funghi, abbinati al pesce e ricette particolari con asparagi e carciofi di Albenga. La moglie cura la sala, mentre il figlio Gabriele, sommelier simpatico e preparato, segue la ricca cantina con oltre 500 etichette. Il menù degustazione è proposto a € 45. L’affiatata brigata di cucina propone le intriganti rielaborazioni dei piatti dell’entroterra anche in servizio di catering. Se avete tempo, approfittatene per parlare con Fausto, da sempre impegnato a valorizzare la gastronomia e i prodotti del territorio non solo ai fornelli, ma anche in televisione e in giro per il Bel Paese. Scoprirete che non è solo un ottimo chef, ma anche un brillante conversatore.

Ristorante Il Pirata

Laigueglia, corso Badarò, il lungomare: quel che un tempo era Il Pirata, pizzeria turistica, è oggi uno dei ristoranti più interessanti della Riviera. Luca Bertora è il patron, chef, sommelier del locale ereditato dai genitori e, a piccoli passi, ha fatto la sua rivoluzione del gusto. Una volta all’interno della veranda e del locale l’idea di trovarsi in pizzeria svanisce. Certo, la pizza c’è ancora in menù, ma parliamo di pizza gourmet, con farine pregiate, lievito madre, eccellenze del territorio come farcitura. Luca “Pirata” Bertora e il suo staff hanno una caratteristica comune: la gentilezza, la disponibilità verso il cliente, la voglia di raccontare i piatti senza, però, diventare noiosi. Il pescato, freschissimo, è protagonista. I rossetti si sposano con i carciofi di Albenga, il tonno avvolto dal sesamo è scottato perfettamente, aglio di Vessalico profuma la rollatina pescatrice e guanciale, il raschera si unisce in un improbabile ma eccellente connubio di gusto con la triglia, i porcini e il tartufo nero, eccellenti i dolci. La cantina offre più di trecento etichette, comprese bollicine mentre non mancano distillati di prestigio. Luca “Pirata” è anche un amante dell’arte, così i suoi piatti si ispirano a quadri e pittori mentre alle pareti ci sono opere degli artisti della galleria alassina Arte è Kaos. Ultimo, ma non ultimo, il conto: giusto, con giusti ricarichi sui vini.

Ristorante Babette

Location di grande bellezza per il ristorante di Fabio Bonavia, chef di grande esperienza, che dal 2002 ha aperto il suo locale prima nel centro storico di Albenga e da circa 6 anni proprio sulla spiaggia, di fronte all’isola della Gallinara. La struttura è ampia e molto luminosa, sia all’esterno che all’interno dove ci sono grandi sale, eleganti e ben arredate, con grandi vetrate per pranzare guardando il mare. Il menù cambia ad ogni stagione, lo chef si serve dai contadini e dai pescatori locali. Dal menù citiamo ?tra gli antipasti lo scrigno di acciughe marinate alla Ligure con ripieno di confit di cipolla rossa e la nuvola di finocchi croccanti ( 15 euro). Si continua con le invitanti tagliatelle nere con sughetto di seppioline, vongole e broccoletti croccanti?(17 euro)?oppure i ravioli gialli allo zafferano ripieni di pescato con la salsa ai carciofi d’Albenga.(18 euro) Tra i secondi la grigliata mista di pesce e crostacei con l’emulsione al limone, le coppette di salmoriglio di prezzemolo, capperi e di confit di cipolla rossa (33 euro) o tra le carni?la morbida guancia di Fassona con crema di patate alla noce moscata e salsa al Nebbiolo?(19 euro). I dolci sono invitanti come la crostatina ripiena di mandorle e pere, salsa al caramello salato e gelato pralinato ( 9 euro). Due i menù degustazione a 43 euro e a 48 euro. La carta dei vini è ampia, con interessanti proposte di vini del territorio.