Osteria senza fretta

L’Osteria si trova nel centro storico, nella “via dei ristoranti”; l’ambiente è raccolto e curato, volte con mattoni a vista, arredamento semplice, ma elegante. Atmosfera tranquilla e accoglienza garantita da Marco Bertorello, che consiglia i vini e i piatti preparati con passione dalla moglie, Daniela Marchisio. La cucina proposta dal 2012, si basa sulla qualità delle materie prime, biologiche e dei produttori locali, e sul rispetto del lavoro e della terra, seguendo la stagionalità dei prodotti. Le ricette sono quelle delle mamme e delle nonne, ma con un pizzico di creatività. In carta c’è sempre piatto del giorno per vegetariani e vegani. Fra gli antipasti la battuta di carne Fassone, le insalate che cambiano ad ogni stagione, come quella di cavolo, robiola fresca, mela e castagne. Nei primi gustose zuppe, risotti speciali, gnocchi al Castelmagno, tagliatelle al ragù . Tra i secondi la tagliata di vitello, la rolata di coniglio e il burger vegetale. Ottimi i dolci preparati anche con la frutta di stagione, deliziosi quelli con le castagne e i cachi. Molto gradita anche la piccola pasticceria, che accompagna i caffè e i digestivi. Pane e grissini preparati in casa, così come la pasta fresca. Ampia scelta di formaggi del territorio. Carta dei vini interessante. Menù degustazione a € 40 con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce scelti dalla carta.

Osteria I Rebbi

Aperta nel 2013 da Valerio ed Elena in una vecchia cascina ristrutturata in località San Sebastiano, l’osteria è circondata dalle preziose vigne di Barolo e inserita nello splendido paesaggio delle Langhe, un panorama incantevole sulle colline, che anche il New York Times consiglia di visitare; il suo nome deriva semplicemente dai rebbi (punte) delle forchette, un modo simpatico e diretto per identificare l’argomento in discussione: la buona tavola. In un ambiente semplice e accogliente si possono gustare piatti che, con rispetto per il territorio e materie prime di qualità, permettono di assaporare cibi della tradizione piemontese: come le cervella di vitella fritta con gli amaretti di Monbaruzzo, oppure “Langhe e Monferrato in pasta”, vale a dire ravioli quadrati e ravioli del plin serviti insieme per evidenziare le 2 interpretazioni del piatto secondo le zone d’origine; i tortelli di polenta con le lumache in umido, lo stufato d’asino con gli spinaci all’uvetta, il bonet con il gelato al caffe e il caramello al fernet, le pesche sciroppate e sorbetto ai kiwi, la torta di nocciole, la mousse al cioccolato e paste di meliga. Menù degustazione a € 37 e carta dei vini con le migliori etichette che, vista la zona, non possono mancare.

Trattoria Belvedere Roero

Trattoria affacciata sulle colline del Roero con un panorama impareggiabile in ogni stagione dell’anno. Imperdibili i piatti proposti dalla famiglia Sperone che gestisce il ristorante da più di vent’anni. Lo chef Andrea prepara i piatti della tradizione piemontese con bravura e utilizzando in prevalenza i prodotti dell’orto di famiglia e le carni migliori, come il coniglio di Carmagnola grigio presidio Slow food e la selvaggina. Le paste fresche fatte in casa sono i simboli della cucina piemontese, tajarin e ravioli del plin. Fra gli antipasti spiccano la carne cruda tagliata al coltello, il vitello tonnato, la lingua in salsa verde. Ottimi i dolci della casa come il bonet e la torta di nocciole con lo zabaione. Da giugno ad ottobre si possono gustare i funghi e da novembre in poi i tartufi, dai più pregiati a quelli neri, molto presenti nella zona, con tante ricette tutte deliziose. Grande selezione di formaggi Dop, vanto del territorio piemontese, come il Raschera, il Castelmagno, la Toma di Murazzano e la Robiola di Roccaverano. Da non perdere in autunno il “Putage”, lo stufato di carne e verdure, cotto sulla stufa e servito con la polenta. Interessante carta dei vini, con particolare attenzione a quelli della zona. Garantita l’accoglienza gentile e professionale, ambiente confortevole. Prezzo medio bevande incluse 30 €.

Ristorante Italia

Per chi arriva dalla Liguria attraverso il colle di Nava, Ceva è conosciuta come la porta di ingresso del Piemonte, questo locale è una meta fissa per chi vuole fare una sosta golosa. Il ristorante Italia era una stazione di posta e di noleggio di carrozze e cavalli. Ai tempi nostri è comodo parcheggiare l’auto a pochi metri ed entrare nel ristorante dove gustare la cucina tradizionale piemontese. Ceva è famosa per i funghi, qui ogni anno si tiene la sagra e le valli intorno, quando l’annata è buona, sono la meta preferita di chi ama questa prelibatezza. La cucina propone piatti tipici, dagli antipasti come l’insalata russa, il vitello tonnato, i salumi locali, o la terrina di tacchino in carpione, nei primi si possono scegliere gli agnolotti o il risotto alla piemontese o i tajarin con il ragù di carne. Nei secondi si sceglie tra altri, il filetto di maiale in crosta o la tagliata al barolo, in stagione funghi in tutti modi. Semplici ma gustosi i dolci della casa, come il bunet e le pesche ripiene. Buona selezione di vini, con le migliori produzioni della zona. Il personale in sala, coordinato da Bruno Bella, è sempre gentile e disponibile.

Locanda Fungo Reale

È la meta preferita degli amanti dei funghi. Siamo in valle Stura, a circa 700 m. di altitudine, in una zona ricca di prodotti tipici e dalla cultura montanara. La locanda offre relax e accoglienza familiare, circondati da un giardino molto ampio e con un prato ben curato. Mauro e Manuel in cucina, aiutati dalla nonna, propongono piatti della tradizione fra i quali domina protagonista assoluto il fungo, che cresce abbondante nella zona. La mamma Olga in sala garantisce un’accoglienza cordiale e molto attenta. Ai funghi sono dedicati due menù: uno a € 32 con 5 antipasti, due primi, 1 secondo con contorno di funghi fritti, e tris di dolci, l’altro a € 28 con 4 antipasti, 2 primi (agnolotti e tagliolini), 1 secondo con funghi trifolati, tris di dolci, e caffè. Particolare il “cappuccino” alla crema di funghi come antipasto e la meringa a forma di fungo come dolce. C’è anche un terzo menù a € 33 con 5 antipasti, due primi, due secondi, i formaggi e i dolci, caffè e vino compresi. La cucina propone anche piatti cucinati con prodotti del territorio, dall’agnello sambucano alle trote dello Stura, la cacciagione, i formaggi dei caseifici locali, il miele, le verdure e la frutta coltivate in zona. Ottimi dolci della casa per chiudere in allegria e una discreta cantina con vini del territorio e dal corretto ricarico.

Osteria da Gemma

Questa osteria è un gioiello incastonato in un paesaggio meraviglioso, che incanta in ogni stagione. La cucina di Gemma è tradizionale e ricorda quella delle mamme e delle nonne. Il menù è lo stesso da sempre ed è una garanzia di qualità, perché creato con prodotti a km. 0 e produttori di fiducia. Si inizia coni salame, crudo e cotto, che viene lasciato sul tavolo e a cui bisogna saper resistere se si vuole arrivare ai dolci. Gli antipasti prevedono un’incredibile insalata russa, una deliziosa carne tagliata al coltello, e il classico vitello tonnato. Imperdibili i primi: ravioli del plin e tajarin. Gemma è un’artista, riesce a tirare la sfoglia, con il matterello, fino a 16 metri, ed è riuscita a promuovere il “social plin”, un rito che si ripete ogni giovedì, quando si riuniscono le donne del paese per preparare i ravioli; tutte insieme, ridendo e raccontandosi delle storie, finiscono poi gustare i piatti preparati da Gemma per le sue amiche, sempre con il suo sorriso dolce e lo sguardo allegro. Il menù prosegue con due secondi, il coniglio, il cinghiale con le castagne, o l’arrosto con i contorni dell’orto e si conclude con tre assaggi di dolci, una meringata soffice e croccante, il bonet, sempre delizioso e il classico strudel della casa. Il menù fisso è a 29 euro, vini a parte. Il personale sempre gentile e l’accoglienza familiare.

La Vigna del Maestro

Una cascina immersa nella campagna, una ristrutturazione curata che ha creato un ambiente confortevole nelle sale interne, nella camere situate al piano superiore, e nello spazio esterno con mattoni a vista. Il ristorante è dedicato al Maestro “Castiln”, padre di Fulvio e nonno di Chiara e Fausto, che oltre al suo lavoro di maestro elementare si dedicava con passione alla vigna e alla campagna. La cucina è affidata allo chef Alberto Paglieri, che propone piatti della tradizione, ma con qualche spunto creativo, con i prodotti dei contadini locali, la carne dell’amico allevatore, i formaggi dei pastori delle vicine montagne. In stagione sempre presenti funghi e tartufi. Serate a tema con il bollito, con la polenta, le lumache e a volte con il pesce. Spesso sono proposti momenti musicali, anche se l’intrattenimento è garantito da Fulvio, che suona la chitarra e canta allegre canzoni piemontesi accompagnato da un caro amico. Presente il menù degustazione a 30 euro e la scelta alla carta, tra cui citiamo tra gli antipasti la battuta di Fassone, il tonno di coniglio, l’uovo pochè con fonduta, la millefoglie di patate e funghi. Da non perdere i tajarin al ragù di salsiccia e i risotti di stagione, tra i secondi una squisita guancia di vitello e il brasato al nebbiolo. Ottima anche la degustazione dei formaggi abbinati alle marmellate e miele. Deliziosi anche i dolci, tutti fatti in casa. Buona scelta di vini, soprattutto del territorio.

Trattoria Ca’veja

Se passando in questi luoghi, dove ogni paese merita una visita, volete assaggiare la vera cucina langarola, la trattoria Cà Veja non vi deluderà. La trattoria si trova in una tipica casa di campagna, con la veranda dove d’estate si può mangiare all’ombra. L’interno è rustico ed accogliente, soffitto a volte con mattoni a vista, arredamento in legno, con il camino acceso nei giorni freddi; accoglienza sempre con il sorriso di Cinzia, che vi proporrà i piatti cucinati, con passione, dalla mamma Marisa e dal fratello Massimo. Il menù degustazione a € 27, bevande escluse, prevede 4 antipasti, 2 primi e 2 secondi, con l’assaggio di tre dolci. Antipasti classici piemontesi con salumi locali, battuta al coltello, zampone con lenticchie, i primi sono imperdibili come i tajarin fatti da Marisa con le 30 uova e conditi al burro e fiori, agnolotti del plin, cisrà ovvero minestrone di trippa e ceci. Nei secondi vi delizieranno le carni piemontesi, cucinate nelle ricette tipiche, come il bollito, lo stracotto, la finanziera e il fritto misto. I dolci sono deliziosi e tutti fatti in casa come il bunet e la torta di nocciole, così come il pane cotto nel forno a legna. La cantina attinge alle vicine Langhe e ai suoi migliori produttori. In stagione naturalmente troverete funghi e tartufi. Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Osteria Murivecchi

La famiglia Ascheri a Bra produce i suoi vini dal 1880, e negli ultimi anni ha creato, accanto alla cantina, una struttura moderna con un albergo prestigioso e l’osteria ricavata dalle sale di affinamento del barolo. L’ambiente è rustico, con volte a botte, mattoni a vista e diviso in piccole sale, nell’insieme affascinante, con tavoli massicci di legno e sedie impagliate come le vecchie trattorie di campagna, con il menu del giorno scritto sulla lavagna. In estate si può pranzare sotto un fresco pergolato. Il menù cambia ogni settimana con i classici della cucina piemontese, ma anche preparazioni innovative. Negli antipasti la salsiccia di Bra e gli spumini di ricotta su sfoglia e bastoncino di semi misti, fra i primi gnocchi al Castelmagno, tajarin e ottimi risotti, spesso preparati con salsiccia di Bra e verdure di stagione. Nei secondi da provare, oltre ai brasati e gli arrosti, i bocconcini di cinghiale e la tagliata di vitello. Sempre presenti anche piatti di pesce. Dolci della casa, nuovi come la cocotte di torrone e pistacchi con bricchetto di caffè caldo, e i classici, ma sempre graditi, bunet al cioccolato e amaretti e la tortina di mele calda con la crema inglese, senza però rinunciare alle pere Martini cotte nel vino rosso. Ampia scelta di vini, serviti anche al bicchiere. Conto da € 30 a € 40 euro, esclusi i vini.

Ristorante Girasole “Barcollo”

Dal 2017 Enrico Neroni con la moglie Veronica opera in questo ristorante inserito in una casa in pietra, in uno scenario da fiaba in mezzo alle montagne. Un locale che custodisce la tradizione di un territorio diverso dal posto dove si trova. Infatti i gestori si sono trasferiti qui da Amatrice, dopo che il loro ristorante è stato distrutto dal terremoto del 2016, e il proprietario del “Girasole” ha offerto loro la possibilità di gestire il locale. Provare la cucina di Veronica vuol dire gustare i prodotti tipici della loro terra, preparati con passione e serviti con simpatia da Enrico. Molto gustosi gli antipasti a cominciare dai salumi tipici laziali, strepitoso il prosciutto crudo tagliato al coltello e le verdure sott’olio. L’assaggio dell’Amatriciana, con il pomodoro o senza, è assolutamente consigliato, così come le mezze maniche alla Gricia o alla Carbonara, e i tonnarelli Cacio e Pepe. Fra i secondi: arrosticini, abbacchio alla scottadito, saltimbocca alla Romana, trippa e coda alla vaccinara, piatti di funghi in stagione. Dolci caserecci con torte di frutta ed un delizioso tiramisù. Carta dei vini, con presenza di un Rosso Piceno e un Montepulciano d’Abruzzo fra le migliori etichette piemontesi. Il conto non supererà i 25 euro e le porzioni sono “alla Amatriciana”, cioè sempre abbondanti.