Osteria La Torre

L’Osteria è nel centro storico di Cherasco, il locale è ben arredato, l’ambiente elegante e familiare, in estate si può pranzare e cenare all’aperto, circondati dal verde. La cucina proposta dalla famiglia Falco, che da più di 10 anni gestisce questa osteria, è tipica del territorio e con qualche discreto spunto creativo. Lo chef Marco Falco, aiutato oggi dal figlio Mattia, propone i piatti del territorio a km zero e seguendo la stagionalità. In sala staff tutto al femminile con Gloria, Erica e Sasha, gentili e sorridenti. Nel menù alla carta i piatti della tradizione: antipasti come il vitel tonnè e la carne battuta al coltello, nei primi i tajarin e gli agnolotti del plin, e fra i secondi l’agnello al forno e il coniglio al civet, ma anche preparazioni insolite come l’uovo a 62°con asparagi stufati e fonduta, i ravioli ripieni di erbette e seirass (ricotta piemontese), i batsoà (piedini di maiale impanati e fritti) e il filetto di Patanegra con il purè di patate viola. I piatti del giorno sono scritti sulla lavagna com’era d’uso nelle osterie da queste parti. Non possono mancare le lumache, specialità della zona, dove sono raccolte e allevate, alle quali è dedicato un intero menù. Buona scelta di dolci, tutti da assaggiare. Alla carta un pasto circa € 35/40. Ampia carta dei vini, con etichette locali, nazionali e internazionali.

Cantina del Rondò

La “Cantina del Rondò” rappresenta il sogno di Emanuela e Francarlo, un sogno che si è concretizzato nel 1999 quando hanno aperto il ristorante. Il desiderio era quello di proporre una cucina del territorio, preparata con prodotti genuini e biologici, seguendo le stagioni, e offrendo il vino fatto da loro, con grande passione. Nipote di Carlo Arpino, uno dei grandi cuochi e pasticcieri di Langa, Emanuela, anche oggi che Francarlo non c’è più, ha deciso di continuare a portare avanti quel sogno, con l’aiuto di Viola, la figlia, e coadiuvata da Gabriella, diventata socia e Franca, sua valida collaboratrice. Le ricette sono quelle tradizionali, come il «vitel tuné alla borghese», l’insalata di carne cruda, la straordinaria finanziera reale con 10 frattaglie nobili di toro, gallo e coniglio; o i tajarin al ragù di salsiccia, i ravioli del plin, il coniglio di cascina al «bagnet» secondo l’antica ricetta dell’Alta Langa. In stagione funghi e tartufi e da non perdere gli aspic di frutta. Il Rondò produce vini importanti come nebbiolo, barbera e barbaresco, che si trovano in mescita. C’è un menù degustazione a € 35, alla carta si spende poco di più. L’ambiente è suggestivo, si mangia nell’antica cantina con le volte a vela e i muri spessi rosati, la sera a lume di candela e in estate nel dehors di fronte alla bellezza delle Langhe.

Marc Lanteri Ristorante al Castello

Location di grande fascino quella del ristorante dello chef stellato Marc Lanteri. Il Castello di Grinzane merita senz’altro una visita perchè ospita il museo con i cimeli di Cavour e per il magnifico panorama che si gode dal castello. Le sale del ristorante sono con mattoni a vista, pavimento in cotto, e soffitti a cassettoni,l’ambiente è raffinato ed elegante, molto curato e arredato con gusto. La cucina di Marc Lanteri è improntata sulla tradizione piemontese e provenzale, una cucina di confine che ha cominciato ad apprezzare nel suo paese di origine, Tenda, ma che lui riesce a reinterpretare per creare dei piatti innovativi, sempre con ingredienti di altissima qualità. In questo suo percorso lo accompagna la moglie Amy, che sovraintende al servizio in sala e come sommelier, consiglia i vini agli ospiti. Il menù degustazione comprende il fois gras di anatra al torcione gelèe di mele renette e pan brioche alla frutta secca , barbajuan di baccalà, carciofi Liguri e farinata di ceci, farfalle verdi in guazzetto di seppie, broccoli e olive Taggiasche, a seguire la sella d’agnello in crosta di grissini, e infine la nocciola Piemonte, caffè e cioccolato fondente, con la piccola pasticceria, offerto a 75 euro vini esclusi, se invece si vuole accompagnare a cinque calici in abbinamento è a 115 euro. Il menù della tradizione langarola, servito in base alla proposta del mercato, comprende quattro portate a 55 euro e in abbinamento ai vini a 90 euro. Cantina importante con selezione di vini e grappe piemontesi.

Ristorante Da Vittorio

Gradevole sosta al ristorante Da Vittorio in Val Tanaro, sulla strada che dal Piemonte porta in Liguria. Si entra in un ambiente curato e accogliente, che ricorda le antiche osterie, in estate c’è anche uno spazio all’esterno. Si è accolti dal personale gentile e professionale. Lo chef, Gianni Biga, si occupa della ricerca del prodotto fresco, con grande attenzione alla provenienza e alla stagionalità, e propone piatti della tradizione piemontese. La struttura comprende anche 5 camere, raffinate ed eleganti, gestite dalla sig.ra Marcella, moglie dello chef. Il menù degustazione a € 23 comprende un’entreé a sorpresa dello chef, un primo, un secondo e il dolce. In stagione si possono gustare i funghi e il tartufo estivo nero di Scagnello, con l’uovo o con i tajarin. Alla carta proposte interessanti come il petto d’anatra glassato all’aceto balsamico e il tortino di erbette selvatiche con vellutata di acciughe. Nei primi gli immancabili agnolotti ai tre arrosti o gli gnocchi al ragù di salsiccia. Tra i secondi il classico brasato al barolo e il cosciotto d’agnello, da non perdere la frittura di funghi, protagonisti assoluti della gastronomia locale. Buona scelta di dolci fatti in casa come il tortino di mele e lo zabaglione con i biscotti. Cantina con vini interessanti del territorio e liguri. Ottimo rapporto qualità-prezzo

Le Piemontesine

All’interno di una casa di campagna elegantemente ristrutturata si trova questo ristorante, circondato dalle dolci colline dell’Alta Langa. Aperto da una coppia italo-francese Charlotte Launay, che accoglie i clienti nella luminosa e raffinata sala, e il marito Jerome Migotto, che si occupa della cucina. La proposta gastronomica si basa sui prodotti del territorio, seguendo il ritmo delle stagioni e con la coltivazione in proprio degli ortaggi, delle erbe e della frutta. Due i menù proposti, uno della “scoperta” con quattro portate a 35 euro, vini esclusi, e quello della “degustazione” con sei portate firmate dallo chef a 52 euro oppure a 70 euro con quattro calici di vino. Antipasti invitanti come le lumache di Cherasco croccanti o le cosce di rane impanate con crema di carote e zenzero; fra i primi i tradizionali agnolotti del plin con la variante di coniglio e i risotti gourmet. Nei secondi da provare il piccione “Rossini” con polenta croccante e l’agnello in crosta di erbe. Dolci speciali creati dallo chef con la frutta di stagione come le pere della vendemmia o l’invitante meringata Monte Bianco, con i sorbetti sempre diversi. La carta dei vini molto ben assortita con un occhio di riguardo ai migliori prodotti delle Langhe e Roero. Nella stessa struttura si trova l’hotel 4 stelle con 10 camere per riposarsi e lasciarsi coccolare.

Il Verso del Ghiottone

All’interno di un palazzo di fine settecento sapientemente ristrutturato, ha sede il ristorante “Il verso del ghiottone”. Nato dal desiderio di quattro amici che volevano proporre una cucina profondamente legata al territorio e alle tradizioni di Langa, ma con spunti creativi. A Gilberto Demaria e Roberto Campogrande è affidata la preparazione dei piatti con prodotti di stagione acquistati direttamente dai contadini locali. Due i menù degustazione, quello dedicato al territorio a € 39,00, bevande escluse, con la carne di Fassone battuta al coltello, tortino di peperoni con topinambur, cardi e acciughe, un primo a scelta tra i raviolini al plin, tajarin tagliati a mano al ragù alle tre carni, nei secondi la tagliata di Fassone, il guanciale di maiale e la coscia di coniglio, e un dolce a scelta. C’è un secondo menù di pesce detto “Galup” che propone capesante e mazzancolle seguite dalle linguine Cocco con scorfano e muscoli, e baccalà con cavolo, zucca e zenzero, e dessert. Alla carta piatti invitanti come l’Albese giapponese o la caramella d’oca confit, cipolline d’Ivrea glassate e fichi, e proposte interessanti di pesce come il gambero nè crudo nè cotto e caramello al frutto della passione. Pane e focaccia fatti in casa come gli ottimi dolci. Ampia carta dei vini con una buona selezione di piccoli produttori.

Cioccolocanda di Silvio Bessone

Nella Cioccolocanda si provano delle emozioni, si entra nel mondo di Silvio Bessone, pasticcere e cioccolatiere di lunga esperienza, che ha dedicato la vita al prezioso seme del cacao e vuole condividerne la passione raccontando la sua esperienza di ricerca delle migliori qualità nei luoghi dove si coltiva il cacao e intrecciando gli aspetti sociali e ambientali. Nella struttura si trova il Museo del cioccolato, dove sono illustrate le varie fasi della preparazione del “cibo degli Dei”, il ristorante, dove gustare i menù “emozionali” basati sui prodotti tipici del Monregalese contaminati dal cacao in ogni sua forma. Nella locanda ci sono sei camere a tema dove si possono provare suggestioni intriganti come la notte fondente oppure il bagno al cioccolato di coppia o il cioccomassaggio. Molto interessante il corso di pasticceria dove il tortino fondente al cioccolato preparato nel pomeriggio viene gustato durante la cena. Il menù proposto a 45 Euro, comprende la visita al museo e il corso di pasticceria, tra i piatti da assaggiare il piccolo fritto misto al Burro di cacao, la tavolozza di salumi ai profumi di cacao, gnocchi al cacao al Castelmagno, salsiccia al barolo e fave di cacao, il tortino caldo alle tre temperature. Ogni piatto viene accompagnato da un vino appropriato, con etichette dei migliori produttori Piemontesi.

Osteria la Salita

Nel centro storico troviamo questa osteria con una sala dall’atmosfera molto raccolta e accogliente. Nella bella stagione si può cenare nel cortile circondati dal verde o nella terrazza, che domina il paese. Lo chef Marco Saffirio propone una cucina semplice ed essenziale, ma anche creativa, ricca di prodotti locali di qualità, grazie ad un rapporto diretto con i produttori della zona. Tutti i piatti sono preparati con passione al momento. Anche le paste fresche, il pane e i grissini sono prodotti in casa. Il menù degustazione è a € 35 con due antipasti, un primo, un secondo e il dolce; abbinando 3 calici di vino si arriva a € 48 mentre chi sceglie il menù “salvapunti patente” con due calici, spende € 42. Piatti classici della cucina piemontese, la piccola bagna cauda con misticanza di verdure, il flan di porri e patate, e la classica carne battuta al coltello. Fra i primi: i ravioli del plin con sugo d’arrosto e i gustosi tagliolini al ragù di salsiccia di Bra. Tra i secondi da provare la finanziera con crostone di pan brioche e la guancia di vitello brasata al Marsala. Buona scelta di formaggi. Per dessert dolci fatti in casa come la torta di nocciole e amaretti con la crema di Chantilly o le morbide pere cotte al vino con panna alla cannella. All’interno dell’osteria è presente anche l’enoteca ben fornita e con ampia possibilità di scelta.

Ristorante I 5 Sensi

New entry di questo locale giovane e dinamico come i suoi gestori:tre fratelli preparati e pieni di passione, coadiuvati dalla mamma, che a marzo 2017 hanno inaugurato questo locale situato nel centro storico di Cuneo, ambiente moderno e luminoso, informale e accogliente. L’offerta dei menù soddisfa ogni esigenza: da quello più ridotto a 27 euro, con 1 antipasto, 1 primo, 1 secondo e il dolce, a 30 euro con l’aggiunta di un antipasto, e quello degustazione, più completo, con 3 antipasti, il primo e il secondo a scelta, e il dolce, aggiungendo le bevande si raggiunge un ottimo rapporto qualità-prezzo. Le preparazioni sono creative e originali, cucinate con prodotti del territorio, legati alla stagionalità e presentati con eleganza. Come ad esempio il croccante di pasta filo con pere abate sfumato con porto e salsa di gorgonzola negli antipasti, i maltagliati di grano saraceno al ragù di coniglio su crema di peperoni di Carmagnola e le squisite ravioles della val Varaita nei primi, e a seguire il codone di vitello al rosa con il suo consommè, e delicate preparazioni anche di pesce, per finire gli ottimi dolci, tutti rigorosamente della casa, con la frutta, anche esotica, i budini e i gelati, l’immancabile tortino al cioccolato, serviti con estro e fantasia.Ottima selezione di formaggi serviti con composte e miele.Servizio molto curato. Buona scelta di vini, consigliati dal sommelier in sala.

Trattoria Pane e Vino

La trattoria si trova nel centro storico, l’ambiente è raccolto ed elegante, la sala, con i mattoni a vista, le sedie in legno e i mobili antichi, rendono subito l’atmosfera familiare. Un’accoglienza che si presenta con il sorriso di Flavio Marengo, che in sala consiglia e accompagna nel viaggio alla scoperta delle delizie delle Langhe, che Emiliana Morino prepara con grande talento. La sua cucina si basa sui prodotti del territorio a Km. 0 e seguendo il ritmo delle stagioni. Il Menù degustazione è proposto a 40 euro vini esclusi, e a 55 euro con 4 calici di vino, rappresenta un vero trionfo di piatti langaroli, a partire dagli antipasti tipici come il vitello tonnato, la carne battuta al coltello, la salsiccia di Bra, a seguire gli immancabili tajarin ai 30 rossi e lo squisito brasato al Barolo; per finire il classico bunet delle Langhe. Ampia la scelta dei formaggi dei produttori locali. Molti i piatti con le lumache, che hanno fatto di Cherasco la capitale dell’elicicoltura, e in stagione menù ai funghi ed al tartufo bianco di Alba. Ricca e ben curata la carta dei vini, con etichette non solo della zona, ma affidatevi con fiducia a Flavio che vi saprà consigliare l’abbinamento migliore.