Grand Hotel Principe

Il Grand Hotel Principe ha una posizione magnifica di fronte alle piste da sci e alla partenza degli impianti di risalita. La storica struttura è nata nel 1939, a pochi passi dal centro del paese, davanti alla prima slittovia e ancora oggi mantiene il fascino di un maestoso edificio in pietra, circondato dal parco di pini e larici in cui fanno bella mostra la piscina e il déhors del Bar-Ristorante. La cucina è in grado di soddisfare sia i turisti in cerca di piatti della cucina internazionale, sia gli appassionati della tradizione gastronomica piemontese. Fra gli antipasti, potete trovare il classico tagliere di salumi locali e torta salata con fonduta al Raschera; tra i primi spiccano i valgranotti al Castelmagno, i tagliolini con crema al tartufo di Alba e le tradizionali zuppe montanare tra cui la succulenta “ULA” preparata con fagioli, porri e costine di maiale, cucinati a fuoco lento per molte ore nel tradizionale tegame di terracotta; tra i secondi domina la selvaggina, cervo, capriolo e cinghiale, cucinata alle erbe o stufata con barolo e barbaresco; per finire, fra i dolci, insieme alle crostate con la marmellata ai frutti di bosco, l’immancabile e tradizionale Bunet. La cantina propone etichette della zona, rossi importanti, Barolo e Barbaresco, insieme a vini di altre regioni conosciuti e richiesti dalla clientela internazionale.

Osteria Italia

A pochi km. da Alba, c’è una piccola frazione dal nome altisonante San Rocco Seno d’Elvio, qui circondata dai vigneti del Barbaresco, tra le colline e nel cuore delle Langhe, si trova l’Osteria Italia. Marina e Renato Delpiano, proprietari e gestori del ristorante, propongono una cucina tradizionale molto legata ai prodotti del territorio, con alcuni piatti rivisitati. L’ambiente è rustico ma elegante, arredato con gusto, alle pareti quadri e opere d’arte che impreziosiscono il locale. Marina si occupa della sala con un’accoglienza gentile e ospitale; Renato, simpatico e pronto alla battuta, in cucina prepara piatti squisiti e serviti con generosità. Appena seduti, vi stuzzicherà l’appetito con le bugie salate con una fetta di salame nostrano, poi si comincia con gli antipasti, tra cui un delizioso vitello tonnato o lo sformatino di bietole con la fonduta. Fra i primi i ravioli del plin, le tagliatelle langarole ai 30 rossi o gli gnocchi al Castelmagno. Fra le carni la scelta non è facile tra il cappello del prete arrosto o la sella d’agnello con la mostarda di mirtilli rossi. Da assaggiare i dolci, tutti fatti in casa, come la torta di nocciole con lo zabaione al moscato o la torta di mele. Ampia scelta di vini, con prevalenza di produttori locali. Menù degustazione a € 35.

La Luna nel Pozzo

Nel centro storico, classificato tra i borghi più Belli d’Italia, in una zona ricca di monumenti e castelli circondati dalle vigne del Barbaresco, si trova questo ristorante aperto dal 1990 da Vera e Cesare, che si definiscono “incoscienti e coraggiosi”. Il tempo ha dato loro ragione, le proposte della cucina sono legate al territorio, e Vera è riuscita ad arricchire le sue ricette con spunti innovativi molto apprezzati dai clienti. La sala è ampia e arredata con gusto, l’ambiente caldo e accogliente. In cucina solo prodotti di altissima qualità: sia per la frutta e la verdura da coltivazione biologica, sia per tutta le carni, agnelli, conigli, capretti e pollame allevati in modo tradizionale e sia per i formaggi di produttori locali. Con passione ogni giorno sono sfornati quattro tipi di pane diverso con farine macinate a pietra nei mulini della zona. Nel menù degustazione a € 45, troviamo il filetto di maiale affumicato in casa, insalata di piedino e melograno, i tortelli di gallina ruspante su crema di cardi e il carré d’agnello alle erbette con porri al sesamo e un dolce da scegliere alla carta. Proposto anche un menù degustazione a € 58 con piatti più elaborati, e, in base alla stagione ed al tempo, i menù al tartufo bianco o nero. Molto curata la carta dei vini con le migliori etichette delle colline vicine.

La Libera

Situato nel centro storico di Alba, è un locale elegante e moderno con arredi di design. La cucina proposta si basa sui piatti tradizionali piemontesi, ma è aperta alla creatività degli chef, che ogni giorno preparano, con i prodotti del territorio e rigorosamente legati alla stagionalità, anche nuove ricette mai banali. La proprietaria e chef Flavia Boffa, affiancata da cuochi e personale in sala, vuole offrire una cucina concreta, onesta e sapiente. Particolare attenzione alla qualità dei prodotti, affidati a fornitori di fiducia, che garantiscono la freschezza delle materie prime, Dal pesce alla carne, dai funghi ai tartufi e alle verdure dei contadini. In sala si è accolti sempre con un sorriso e consigliati sulle specialità del giorno. Nel menù alla carta troviamo tutti i piatti che hanno reso grande la cucina piemontese, la giardiniera, il vitello tonnato, gli agnolotti del plin, la trippa gratinata, la finanziera, la trippa gratinata, la panna cotta e il tiramisù. Piatti che troverete ogni giorno. Luogo ideale per gustare il tartufo bianco. Carta dei vini con ampia scelta, con particolare attenzione alle piccole e medie cantine locali. Prezzi a partire da € 40, sempre rapportati alla qualità dei prodotti. Consigliata la prenotazione.

Osteria DI VIN Roero

Nel Roero, ricco di storia e di luoghi da visitare, il comune di Vezza d’Alba ha creato, oltre che percorsi naturalistici e sentieri nei boschi, anche una tartufaia didattica aperta a tutti. Consigliabile una sosta per assaggiare i piatti tradizionali in questa osteria, che si trova nella piazzetta centrale del paese. Siamo nella zona di produzione di ottimi vini, in primis il Roero e l’Arneis. Marco in cucina propone quattro menù a seconda della stagione, in inverno sformato di peperoni con bagna cauda e gnocchi al raschera, e i bocconcini di cervo al civet, in primavera fagottino di asparagi e fonduta e le tagliatelle con le bietole, in estate tagliata di vitello alle erbe e agnolotti burro e salvia. Nel periodo autunnale presenti funghi e tartufi, da gustare sulle tagliatelle fatte in casa. Dolci della casa, tutti buoni, dal semifreddo alle castagne alla torta di nocciole con zabaione, dai sorbetti di frutta. Accoglienza cordiale e gentile di Rosa che si occupa del servizio in sala. Possibilità di soggiornare nelle camere annesse alla trattoria. L’arredamento e la cura dei particolari, pur nella semplicità e la tipicità della zona, vi faranno veramente sentire “nella vecchia casa dei nonni”. Un menù degustazione a € 24 vini e bevande escluse. Buona scelta di vini del territorio.

Ristorante Venaria Reale “Da Matteo”

Siamo alle porte delle Langhe, sulla sponda sinistra del Tanaro, La Venaria in origine era una locanda per cacciatori diventata Reale nel ‘700 per nobili frequentazioni. Qui dimorò Napoleone nel 1796 in occasione dell’armistizio di Cherasco, e da lui Narzole ricevette l’investitura per la tradizionale Fiera di Novembre e la “Venaria Reale” diventò punto di riferimento per alloggiare e ristorarsi, e lo è ancora oggi con camere a prezzi equi (60 – 80 euro). Il ristorante annesso ha assunto il nome del titolare che, con l’aiuto del figlio Luca, lo gestisce da oltre 40 anni mantenendo vive le origini. Qui si gusta le vera cucina piemontese, come i tradizionali antipasti, esposti in vetrina, come la battuta di fassone, vitello tonnato, insalata russa, salsiccia di Bra, lingua salmistrata, patè di fegatini, cotechino con fonduta, ecc. con presenza di tartufi tutto l’anno nero o bianco a seconda della stagione. Tra i primi: ravioli burro e salvia o al ragù, risotto con fonduta, taglierini alla Langarola con funghi, e zuppe di verdure. Fra i secondi l’immancabile arrosto alle nocciole, il brasato, la fonduta con i tartufi. Tra i dessert classici la panna cotta,il bunet, le pesche all’amaretto. I vini con prevalenza di rossi Piemontesi di produttori delle vicine Langhe. Per un pranzo completo senza limiti di quantità spenderete non più di 30 euro esclusi vini (salvo in stagione di tartufi bianchi il cui prezzo sarà determinato dal mercato).

Osteria Primi Dolci

Non si può fare a meno di notare questa simpatica casa a righe gialle e rosse dove si trova l’Osteria Primi Dolci. Lo chef Massimo propone una cucina orientata come è giusto verso il prodotto locale più famoso cioè il porro. Nel mese di novembre il porro viene celebrato in mille ricette a Cervere e l’Osteria propone un menù dedicato al porro abbinato ai prodotti del territorio più gustosi, dalla salsiccia di Bra alla tuma di Langa, dai ravioli alla pasta e fagioli, con il cotechino e con le lumache, a 29 euro bevande escluse. Alla carta lo chef propone, come antipasti l’anguilla in carpione e la carne tagliata al coltello con la salsiccia di Bra. Nei primi troviamo tajarin al ragù, gnocchi al Castelmagno e agnolotti del plin. Le rane e le lumache sono spesso presenti nei secondi piatti, mentre la tagliata cotta sulla pietra ollare e le costate alla griglia sono una specialità della casa. L’ambiente è curato e accogliente, il servizio cordiale e attento, grazie alla simpatia e all’attenzione dello chef Massimo e dei suoi collaboratori. Ampia l’offerta di dolci come il budino di castagne alla crema di cachi e la torta di nocciole e zabaione. La carta dei vini propone le migliori produzioni del territorio. Prezzi onesti, sui 30 euro.

Trattoria Vascello d’Oro

Indirizzo sicuro per gustare il famoso “bollito” di Carrù, questo ristorante ha una storia antica ed è gestito da più di trent’anni dalla famiglia Cravero. Il mitico patron Beppe, personaggio non solo in cucina, con i figli Elena e Marco, e la moglie Lidia, portano avanti la tradizione di un’ottima cucina con ingredienti freschi e genuini, coadiuvati dallo chef Carlo Bella e uno staff preparato e attento. La trattoria si trova al centro del paese, con quattro sale arredate con mobili antichi di famiglia e una cantina, “la crota dl’amicissia”, dove possono cenare fino a 10 persone e nella bella stagione si può pranzare sul piccolo terrazzo. Il protagonista assoluto è il bollito misto, a Carrù si tiene ogni anno la fiera del bue grasso nel mese di dicembre, dove si celebra questo piatto in tutte le sue declinazioni. Il bollito si prepara, secondo tradizione, con almeno 7 tagli di carne diversi e almeno 7 salse, tra cui quella verde, quella rossa, quella all’aglio. Ma si può iniziare con i classici antipasti misti piemontesi, tra cui la carne battuta al coltello e l’insalata russa, tutti squisiti, e assaggiare i ravioli, riso e coj (cavoli) e i tajarin con il sugo. Si possono gustare anche altre specialità come la finanziera e la bagna cauda. Dolci golosi come il bonet e le torte di nocciole e le pere cotte nel vino. Menù degustazione a € 37, nei giorni feriali a € 35.

Tra Arte e Querce

Tra i vigneti e i boschi, nel cuore delle Langhe, si trova questa locanda punto d’incontro tra l’arte di pittori e scrittori, e le querce, dove crescono tartufi e funghi. Gestita da diverse generazioni da una famiglia con esperienza nella ristorazione e passione nella ricerca dei tartufi, la locanda ha 6 camere accoglienti e confortevoli. Ezio Costa, esperto trifulau, vi accompagnerà, con i suoi fidati cani, alla ricerca del prezioso frutto della terra. La moglie Clelia propone piatti tradizionali langaroli, utilizzando le ricette della mamma, come la “carpionata”, l’insalata russa di sole verdure, “l’uriot”, frattaglie di maiale con verdure. Le verdure sono della zona e le carni di allevatori di fiducia. La specialità è il tartufo, bianco nel periodo da metà settembre a dicembre e quello nero negli altri periodi. Organizzano serate a tema per riscoprire gli antichi sapori, con attenzione anche ai vegetariani. Il menù degustazione è proposto a € 25/30, ma si può anche scegliere alla carta. Tra gli antipasti spiccano le acciughe verdi senza aglio, i primi comprendono paste fresche tutte fatte in casa; nei secondi le costine di maiale al Barbera, sono famose per il loro segreto metodo di cottura; fra i dolci il bonet, la torta di nocciole di produzione propria, le torte e le creme alla frutta. Carta dei vini con interessanti etichette della zona.

Osteria senza fretta

L’Osteria si trova nel centro storico, nella “via dei ristoranti”; l’ambiente è raccolto e curato, volte con mattoni a vista, arredamento semplice, ma elegante. Atmosfera tranquilla e accoglienza garantita da Marco Bertorello, che consiglia i vini e i piatti preparati con passione dalla moglie, Daniela Marchisio. La cucina proposta dal 2012, si basa sulla qualità delle materie prime, biologiche e dei produttori locali, e sul rispetto del lavoro e della terra, seguendo la stagionalità dei prodotti. Le ricette sono quelle delle mamme e delle nonne, ma con un pizzico di creatività. In carta c’è sempre piatto del giorno per vegetariani e vegani. Fra gli antipasti la battuta di carne Fassone, le insalate che cambiano ad ogni stagione, come quella di cavolo, robiola fresca, mela e castagne. Nei primi gustose zuppe, risotti speciali, gnocchi al Castelmagno, tagliatelle al ragù . Tra i secondi la tagliata di vitello, la rolata di coniglio e il burger vegetale. Ottimi i dolci preparati anche con la frutta di stagione, deliziosi quelli con le castagne e i cachi. Molto gradita anche la piccola pasticceria, che accompagna i caffè e i digestivi. Pane e grissini preparati in casa, così come la pasta fresca. Ampia scelta di formaggi del territorio. Carta dei vini interessante. Menù degustazione a € 40 con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce scelti dalla carta.